In costante aumento l’ obesità infantile

Lo sostiene una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha analizzato peso e altezza di circa 130 milioni di persone

di SILVIA BASSI

L’ obesità infantile nel mondo non accenna a diminuire, anzi è in costante aumento, nonostante gli allarmi sui danni alla salute lanciati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le campagne promozionali per mangiare sano e svolgere più attività fisica. La conferma di questa tendenza negativa arriva dall’ultimo report di uno studio condotto dall’Imperial’s School of Public Health di Londra e dalla stessa OMS, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet www.thelancet.com.

La ricerca ha analizzato peso e altezza di circa 130 milioni di persone, di cui più di 31 milioni e mezzo di età compresa tra i 5 e i 19 anni e 97 milioni con più di 20 anni. Alla più grande ricerca epidemiologia mai condotta per numero di persone coinvolte, hanno contribuito oltre mille ricercatori con l’obiettivo di osservare come i livelli dell’indice di massa corporeo (IMC) e dell’obesità siano cambiati negli ultimi quarant’anni.

Dalla ricerca si evince che nel mondo l’obesità nei bambini e negli adolescenti è aumentata, rispetto al periodo preso in esame e cioè dal 1975, quasi del 6% nelle ragazze (50 milioni) e dell’8% nei ragazzi (74 milioni), nel 2016. Agli adolescenti obesi vanno aggiunti altri 213 milioni, di età compresa fra i 5 e i 19 anni, che sono in sovrappeso, seppur al di sotto della soglia di obesità. Il totale dei soggetti obesi tra i 5 e i 19 anni è cresciuto di oltre dieci volte a livello globale, passando da 11 milioni nel 1975 a 124 milioni nel 2016. “Una situazione che potrebbe causare conseguenze per il resto della vita – commenta l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Aver sofferto di problemi di peso in età infantile incrementa le probabilità di contrarre malattie cardiache e diabete in età adulta”.

Per quanto riguarda l’Italia, l’OMS osserva che recentemente si è registrata una tendenza alla diminuzione, anche se molto resta da fare sia in campo alimentare sia sull’attività fisica. Nel 2016 in Italia gli adolescenti obesi sono oltre un milione, di cui 437 mila femmine e 642 mila maschi. Il numero sale a circa 3,2 milioni se si considerano anche quelli in sovrappeso.

Per la londinese Majid Ezzati che ha curato la ricerca dell’Imperial’s School, queste tendenze “riflettono l’impatto del marketing e delle politiche alimentari in tutto il mondo con cibi sani e nutrienti troppo costosi per le famiglie povere e le comunità. Una politica destinata a creare una generazione di bambini e adolescenti che cresce affetta da obesità e a maggior rischio di malattie, come il diabete. Abbiamo bisogno di metodi per rendere disponibili alimenti sani e nutrienti sia a casa sia a scuola soprattutto per le famiglie e le comunità povere, e regolamenti per proteggere i bambini dagli alimenti non sani“.