Il tempo ti fa bella

Le scoperte sui geni che regolano i ritmi circadiani mostrano come la dieta può influenzare il nostro orologio biologico

di GIULIA BIGIONI

Il tempo, è un concetto apparentemente semplice ma è da sempre oggetto di tante speculazioni intellettuali, studi filosofici e scientifici e per la maggior parte degli esseri umani è semplicemente suddiviso in passato, presente e futuro, tuttavia secondo alcune teorie della fisica moderna è una grandezza che non esiste e si tratterebbe solo di una convenzione che usiamo per regolare la nostra vita.

Gli studi sull’orologio biologico che tutti i giorni scandisce i momenti della nostra giornata sono valsi il premio Nobel per la medicina ai tre scienziati Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young sui meccanismi molecolari che controllano i ritmi circadiani.

Li chiamano “clock gene” i geni responsabili della regolazione dello stato di sonno e veglia che adattano la nostra fisiologia all’alternarsi del giorno e della notte scanditi dalla rotazione del nostro amato pianeta terra. Così oggi chiamiamo circadiana la biologia che si occupa delle oscillazioni fisiologiche di cui siamo oggetto durante la giornata e che sembra regolino anche le modificazioni dello stato metabolico.

Il premio Nobel è stato assegnato ai tre studiosi che si sono avvalsi di studi sui moscerini della frutta per identificare i clock gene ma il “tempo” ha poi esteso la valenza di questi studi anche alle altre specie uomo compreso.

Molti studi scientifici indicano i clock gene come i principali responsabili dello stato metabolico che si osserva ad esempio nei soggetti obesi, agendo sull’ipotalamo quale attore principale di questa regolazione. Questo sensore interno responsabile della interconnessione tra interno ed esterno regola la secrezione ormonale, lo stato di sonno/veglia la temperatura corporea e il metabolismo e la pressione sanguigna. https://dmsjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/1758-5996-2-53

Uno studio condotto in collaborazione tra Spagna e USA e pubblicato sull’International Journal of Obesity mostra su una popolazione di pazienti arruolati nell’ambito di un programma sullo studio degli effetti della Dieta Mediterranea nel controllo del metabolismo e del peso corporeo, come il polimorfismo a carico del gene CLOCK sia responsabile della risposta clinica ad un regime dietetico controllato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=CLOCK+gene+is+implicated+in+weight+reduction+in+obese+patients+participating+in+a+dietary+programme+based+on+the+Mediterranean+diet)

Il ruolo fisiologico di questi fattori è stato successivamente confermato da un uno studio d’oltreoceano condotto su topi di laboratorio presso la Cleveland State University, che mostra come la restrizione calorica sia in grado di modulare i ritmi circadiani e quindi l’andamento dell’espressione dei fattori di trascrizione CLOCK and BMAL1 che regolano l’espressione dei clock gene nelle 24 ore.

Una regolazione quindi estremamente complessa che mette in luce che anche la qualità dell’alimentazione è in grado di modulare l’espressione dei clock gene.

Lo dimostrano sia i regimi basati sulla restrizione calorica che meglio ancora quanto osservato per la Dieta Mediterranea, capace di modulare in modo positivo, per la ricchezza di nutrienti presenti in tutti gli alimenti della nostra tradizione, dall’olio extra vergine di oliva, alle verdure, alle erbe aromatiche, alla frutta in guscio, al pesce al vino rosso in essa contenuti, alcuni di questi geni, favorendo la riduzione di peso e un fisiologico stato di salute.