Il microbiota intestinale e i disturbi del Sistema Nervoso Centrale

Le alterazioni del microbiota intestinale sono state associate a disturbi legati allo stress, tra cui depressione, ansia e sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

di SIMONA FERRARO

Recenti studi hanno investigato su come la composizione del microbiota intestinale sia un fattore chiave nello sviluppo di diversi disordini del sistema nervoso centrale, come l’autismo e il deficit di attenzione. Il corretto funzionamento del microbiota permette il mantenimento di uno stato di salute generale dell’individuo. Esistono fattori pre e post natali che concorrono allo sviluppo del microbiota e nell’impatto che lo stesso avrà sulla salute dell’individuo. Manipolare i batteri intestinali ci permetterà di creare nuovi approcci terapeutici per il trattamento di patologie psichiatriche, stati d’ansia e depressione.

Il tratto gastrointestinale dell’uomo è colonizzato da diversi batteri che interagiscono tra di loro per mantenere l’intestino in salute. Il termine microbiota definisce i differenti tipi di microrganismi presenti all’interno del lume intestinale. Esiste una diversa composizione batterica nei diversi tratti del canale gastroenterico. L’alterazione delle diverse specie batteriche, specialmente nelle prime fasi di vita, è stato associato ad outcome di malessere in età adulta. Diversi studi riportano una intima interazione tra intestino e cervello e di conseguenza una alterazione dello stato di benessere del microbiota intestinale si riflette negativamente sul sistema nervoso centrale.

La dieta materna gioca un ruolo centrale nello sviluppo del microbiota intestinale del futuro nascituro. Studi preclinici hanno dimostrato che l’assunzione, durante la gestazione, di cibi ad alto contenuto di grassi determina un’alterata composizione del microbiota del figlio in età adulta, con una maggiore probabilità di sviluppare patologie psichiatriche. L’assunzione di lattobacilli e bifidobatteri permette un graduale ripristino della flora batterica intestinale con un forte miglioramento della salute del cervello.

Differenti ricerche suggeriscono che un microbiota intestinale in salute permette il mantenimento di una corretta interazione bidirezionale tra sistema nervoso centrale, apparato gastroenterico e sistema immunitario. Il coinvolgimento del sistema endocrino, in particolare l’asse ipotalamo-ipofisi, le citochine e chemochine del sistema immunitario, il sistema nervoso autonomo e quello enterico formano il cosiddetto asse microbiota-intestino-cervello. Sostanze attive neuroimmuni derivanti dal lume intestinale possono penetrare nella mucosa intestinale, essere trasportati nel sangue, attraversare la barriera emato-encefalica e danneggiare il sistema nervoso centrale. Il microbiota intestinale influenza il sistema nervoso centrale anche attraverso la produzione di molecole neuroattive come l’aceticolina, il GABA, le catecolamine, l’istamina, la serotonina, sostanze cruciali nella regolazione della peristalsi e nella modulazione delle emozioni.

In aggiunta, la composizione del microbiota intestinale è influenzato dagli stati emotivi e dallo stress fisiologico. Esposizioni a stress cronici riduce il numero di specie batteriche e aumenta le specie clostridium nell’intestino cieco, causando l’attivazione del sistema immunitario, con conseguente produzione di interleuchine, che andranno ad agire negativamente sulla salute del cervello.

Bibliografia

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