Il microbiota intestinale nei Disturbi Alimentari

Il microbiota intestinale nei disturbi alimentari è connesso con l’omeostasi energetica ed il comportamento

di GIULIA CINELLI

Il microbiota intestinale è definito come una comunità di microrganismi (tra cui batteri, virus e funghi) che vivono all’interno del nostro tratto gastrointestinale (GI), influenzata da molteplici fattori e differente da persona a persona. Recentemente la sua associazione con la regolazione del peso, l’omeostasi energetica ed il comportamento dell’ospite è stata studiata e l’interesse rispetto alla sua relazione con l’Anoressia Nervosa (AN) è incrementato. A Luglio un gruppo ricercatori del Dipartimento di Nutrizione dell’Università del Carolina negli Stati Uniti, ha pubblicato sulla rivista Current Psychiatry Reports un’interessante review sul ruolo del microbiota intestinale nei Disturbi Alimentari (DA) (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28676966).

Il microbiota intestinale e l’omeostasi energetica

Diversi studi su topi germ-free (nati e vissuti in condizione di completa assenza di microrganismi) hanno suggerito la presenza di un’interazione tra microbiota e ospite nella promozione del transito GI, nella digestione dei nutrienti e nell’assimilazione energetica. Uno dei meccanismi ipotizzati si basa sulla capacità del microbiota intestinale di produrre specifici metaboliti, come gli acidi grassi a catena corta che possono arrivare a fornire all’ospite fino al 10% delle calorie giornaliere.

Il microbiota intestinale e la modulazione del comportamento

La presenza di una stretta relazione tra cervello ed intestino è una conoscenza ormai nota, mentre l’ipotesi che il microbiota intestinale possa influenzare l’umore ed il comportamento dell’ospite è di ben più recente scoperta. Quando topi germ-free sono stati paragonati a topi con una “normale” flora intestinale, differenze nella morfologia di cervello e neuroni, nel comportamento ansioso e nei livelli di serotonina sono state riscontrate. I batteri che colonizzano il tratto GI hanno, infatti, la capacità di produrre neurotrasmettitori (come dopamina e serotonina) e loro precursori che agiscono influenzando il tono dell’umore. Come queste molecole arrivino al Sistema Nervoso Centrale (SNC) e svolgano la loro azione è però ancora oggetto di studio.

Il microbiota intestinale ed i Disturbi Alimentari

Ad oggi gli studi per caratterizzare il microbiota intestinale nei DA si sono focalizzati principalmente sull’AN. I risultati dei vari lavori indicano una condizione di disbiosi in pazienti affetti da AN, caratterizzata da una minore biodiversità mantenuta anche in seguito alla rialimentazione. In particolare, ricerche di proteomica hanno rivelato che una proteina prodotta da Escherichia coli (ClpB) e presente in elevate concentrazioni plasmatiche in pazienti con AN, mimerebbe l’azione anoressizzante dell’ormone α-MSH. È interessante notare, inoltre, che la stessa condizione di depressione (self-reported), tipica comorbidità di tale patologia psichiatrica, sembrerebbe associata ad una minore diversità della popolazione microbica intestinale.

Una severa alterazione degli introiti alimentari, come nel caso della forte restrizione tipica dell’AN, ha sicuramente effetti sull’ecosistema intestinale. È irrealistico però pensare al microbiota come unico target futuro nel trattamento dell’AN, piuttosto è verosimile supporre che integrare l’attuale terapia con attenzione al ripristino del normale equilibrio della flora intestinale possa facilitare il recupero ponderale, ridurre i problemi GI associati alla rialimentazione e persino ridurre disturbi d’ansia e depressione.

Bibliografia

Glenny, E. M., Bulik-Sullivan, E. C., Tang, Q., Bulik, C. M., & Carroll, I. M. Eating Disorders and the Intestinal Microbiota: Mechanisms of Energy Homeostasis and Behavioral Influence. Current Psychiatry Reports. 2017. 19(8), 51.