L’ olfatto: il senso della salute

Recenti osservazioni cercano di spiegare come gli odori possono stimolare il nostro metabolismo e l’obesità

di GIULIA BIGIONI

Nelle società moderne ci dimentichiamo spesso che nelle esperienze più dirette una parte non secondaria spetta all’olfatto, mentre siamo abituati ad avere grande considerazione dell’immagine di sé e degli altri attraverso i sensi che privilegiano, soprattutto vista e udito.

La nostra rappresentazione del mondo che ci circonda passa attraverso tutti i cinque sensi e l’olfatto, nella percezione a breve distanza, è forse uno degli attori principali. Chi non ricorda le atmosfere del vecchio film di Dino Risi “Profumo di Donna”, interpretato dal compianto Vittorio Gassman e oggetto di un remake che valse ad Al Pacino l’Oscar come miglior attore?

Di recente, l’olfatto è stato oggetto di un interessante studio pubblicato su CELL METABOLISM da un gruppo di studiosi americani di Berkeley in collaborazione con colleghi tedeschi del Max Planck Institute, che hanno evidenziato quanto la percezione olfattiva possa influenzare o essere influenzata dallo stato metabolico e quindi da patologie riconducibili all’obesità. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28683287

Lo studio, pur sé condotto su animali di laboratorio, sottolinea il ruolo preponderante dell’olfatto nella selezione degli alimenti, in particolare quelli ad alto valore energetico, con conseguente aumento della massa grassa e della resistenza all’insulina.

Con la riduzione dell’olfatto è stato osservato che aumenta l’attività del sistema beta-adrenergico con conseguente attivazione della lipolisi nei depositi di grasso bianco e bruno. Soggetti caratterizzati da deficienza olfattiva sono più magri e hanno un’aumentata attività catabolica che porta a una riduzione della massa grassa, come conseguenza dell’aumentato tono simpatico. Inoltre, si riduce la resistenza all’insulina. Il contrario avviene per quelli con aumentata resistenza all’insulina. La riduzione a livello periferico dei recettori dell’insulina sembra aumentare la capacità olfattiva e questo aspetto, caratteristico della sindrome metabolica, spiegherebbe la tendenza ad accumulare grasso.

Dobbiamo in ultima analisi, tapparci il naso per non ingrassare?

Sicuramente non è questa la soluzione che ci viene proposta, ma è noto che anche nell’uomo la perdita della capacità olfattiva è legata alla perdita dell’appetito, riduzione di peso e nei casi più gravi all’anoressia. L’interesse per questi lavori nasce dalla ricerca sui complessi circuiti che integrano i processi metabolici che ci fanno vivere e che solo apparentemente non sono collegati tra di loro, ma ci offrono uno spunto di riflessione sulla complessità della macchina umana.