Ortoressia nervosa: un’ossessione alimentare dal genitore al figlio

Quando una sana alimentazione si trasforma in un’ossessione da imporre ai propri figli

di GEMMA DE SANTIS e LORENZO ROMANO

Nell’estate milanese del 2016 i medici ricoveravano un bambino di 13 mesi in pericolo di vita colpito da una grave malnutrizione causata da un’inflessibile e sbilanciata dieta vegana imposta dai genitori. Negli ultimi anni sono stati riscontrati numerosi casi simili in Italia ed in altri paesi Occidentali, in particolare nel 2015 a Pisa è stato ricoverato un infante dopo l’inizio di uno svezzamento vegano e sempre a Milano un giudice minorile è intervenuto sulla dieta di un bambino di 12 anni, a cui era stato negato il consumo di carne.

Un disturbo del comportamento alimentare in crescita in Italia

L’ortoressia nervosa rappresenta l’ossessione per i cibi sani e naturali di alcuni individui, cosiddetti “Health Food Junkies”, con effetti deleteri per la salute.

Una stima del Ministero della Salute ha evidenziato che in Italia sono circa tre milioni gli individui affetti da disturbi del comportamento alimentare ed in particolare un 15% di questi è colpito dall’Ortoressia. I dati epidemiologi hanno mostrato un trend in crescita dei soggetti Ortoressici, circa 150.000 individui in più dal 2004 ad oggi. Il numero crescente d’individui affetti dalla fobia dei cibi “pericolosi” può essere relazionato al continuo passaggio di messaggi perpetuati dai mass media su ciò che fa male e bene alla nostra salute, associato ad un incorretto utilizzo di un web spesso troppo ricco di notizie e teorie pseudoscientifiche.

Un’ossessione pericolosa per i propri figli

Recenti eventi hanno mostrato come gli individui, fanatici di una alimentazione sana, impongano non solo su loro stessi ma anche ad altri le proprie ossessioni. Genitori ossessionati da una dieta vegana possono privare i propri figli degli alimenti utili ad un corretto sviluppo ed in alcuni casi arrivano a mal nutrirli. L’intransigenza alimentare del genitore al figlio si manifesta direttamente dallo svezzamento in poi, ma anche indirettamente in due momenti critici dello sviluppo: la gravidanza e l’allattamento.

La restrizione alimentare materna, dalla gestazione all’inizio dello svezzamento, si ripercuote prepotentemente sulla composizione del latte con carenza di vitamine B-12, D, Ferro, Zinco e Calcio. Tali necessità nutrizionali possono essere soddisfatte solo con una dieta bilanciata o con supplementi ed integratori specifici, non assunti però da soggetti ortoressici per convinzioni patologiche. L’imposizione a terzi della propria ossessione alimentare non è ancora ben definita nel panorama dei disturbi alimentari e l’assenza di criteri diagnostici rende difficile il riconoscimento dell’ortoressia nascosta nelle famiglie.

La patologica influenza genitoriale sulla crescita del bambino inciderà tanto sullo sviluppo fisico quanto su quello caratteriale e sociale, che si manifesterà soprattutto nell’adolescenza e nell’età adulta. Vivere la propria alimentazione attraverso rigide regole e diete ferree, prima determinate da altri e poi auto imposte, porterà necessariamente l’individuo a spiacevoli disagi nella vita quotidiana e sociale. In particolare saranno compromessi i momenti conviviali alla base dei rapporti umani come le cerimonie, i pasti fuori casa da amici e parenti, che non rispettano lo stesso concetto di “alimentazione sana” dell’ortoressico. Sono più spesso i nonni a notare per primi i campanelli d’allarme di un’alimentazione sbilanciata o di un ritardo di crescita dei propri nipoti e spesso questo crea un conflitto generazionale sull’educazione e la crescita del bambino.

L’ortoressia può nascere da una sincera necessità di mangiare salutare per rispettare il proprio organismo ma, portata all’esasperazione, rischia di creare sostenitori fanatici di una sana alimentazione, a tal punto da sviluppare una vera e propria ossessione con abitudini alimentari dannose per sé stessi e per altri, come un bambino.

Bibliografia essenziale

– Massimo Cuzzolaro, Lorenzo M. Donini. Orthorexia nervosa by proxy? Eat Weight Disord DOI 10.1007/s40519-016-0310-8, 2016
– Appropriatezza clinica, strutturale e operativa nella prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi dell’alimentazione. Quaderni del ministero della salute, 2013.
– Andreis E. Il dilemma del bimbo sottopeso sottratto aigenitori vegani (The dilemma of the underweight child hospitalized against his parents’will). Corriere della Sera, 2016