Agrumi in passerella: Orange Fiber e i vestiti di buccia

Non è una magica trasformazione ma il frutto dell’intelletto e la creatività di due giovani donne siciliane

di GIULIA GEMMA

Oggi Orange Fiber è una tra le startup italiane di maggior successo, grazie ai numerosi riconoscimenti internazionali ottenuti, e nonostante la strada sia stata stata lunga, tortuosa e complicata da intoppi burocratici e false partenze, è diventata una delle punte di diamante dell’impresa sostenibile made in Italy.

Scarti degli agrumi. Foto presa da http://www.freshplaza.it/article/22871/LOP-Interpiana-di-Taurianova-(RC)-si-rilancia-con-lenergia-verde
Scarti degli agrumi. Foto presa da http://www.freshplaza.it/article/22871/LOP-Interpiana-di-Taurianova-(RC)-si-rilancia-con-lenergia-verde

Le eroine della nostra storia sono due amiche, coraggiose e determinate, Adriana Santanocito e Enrica Arena, che hanno unito la passione per la moda all’amore per l’ambiente e per la loro regione, la Sicilia. La terra del sole è ai primi posti nella filiera agrumicola che, ogni anno, produce 700mila tonnellate di scarti, 340mila dei quali soltanto sull’Isola Bella. Il cosiddetto pastazzo, il residuo umido che resta al termine della spremitura industriale, ha rappresentato un grande problema per i produttori a causa degli elevati costi di smaltimento. Nonostante numerosi tentativi di reimpiego come fertilizzante, mangime per animali o compost, i costi di trasformazione restano troppo alti impedendo l’assorbimento dell’intero quantitativo prodotto e inducendo talvolta le aziende a smaltimenti illeciti.

L’idea nasce nel 2011, quando Adriana decide di sfruttare la sua tesi di specializzazione sui materiali tessili innovativi per risolvere il problema dello smaltimento, molto sentito nella sua regione, coinvolgendo la sua amica Enrica, project manager ed esperta in comunicazione, in un progetto innovativo che prevede l’utilizzo dei sottoprodotti degli agrumi per creare tessuti sostenibili e vitaminici da destinare all’industria della moda. Grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino, che ha condotto lo studio di fattibilità, Orange Fiber nel 2014 diventa S.r.L e con il supporto economico di due business angel e di Trentino Sviluppo, realizza il prototipo presentato all’Expo Gate di Milano nel 2015: un tessuto ottenuto unendo il filato di acetato da agrumi alla seta, in ben due varianti, raso tinta unita e pizzo.

Come avviene la “magia”

Dal pastazzo di agrumi viene estratta la cellulosa che, poi, viene filata e tessuta. Con l’utilizzo delle nanotecnologie l’olio essenziale delle bucce viene incapsulato e fissato sul cosmeto-tessuto che, con la rottura sistematica e graduale delle microcapsule, rilascia le vitamine della frutta sulla pelle, rendendo il capo non solo bello ma funzionale al benessere del consumatore, che ottiene da un unico prodotto anche i benefici di una crema nutriente.

Laboratorio di Orange Fiber. Foto presa da http://www.orangefiber.it/pastazzo-dagrumi-da-problema-a-risorsa/
Laboratorio di Orange Fiber. Foto presa da http://www.orangefiber.it/pastazzo-dagrumi-da-problema-a-risorsa/

La loro mission è chiara e lampante, espressa con decisione sulla home page del sito internet: “Immagina tutti gli scarti industriali di trasformazione agrumicola trasformati in un tessuto innovativo e sostenibile da indossare. Questo è il nostro sogno, e vogliamo realizzarlo a partire dalla nostra terra”. Un sogno che nel 2015 è diventato realtà, grazie al premio internazionale Ideas for change award, promosso dalle Nazioni Unite per le nuove imprese sostenibili ed ecologiche. Un premio più che meritato ad un prodotto, nato da passione e inventiva, innovativo e totalmente biodegradabile, simbolo di una crescente tendenza al risparmio e al riciclo pulito.

Quello della sostenibilità è un criterio imprescindibile con il quale, oggi, tutti i settori produttivi devono fare i conti, incluso quello della moda, fortunatamente sempre più sensibile all’argomento. I più grandi brand internazionali hanno sposato una filosofia che coniuga etica ed estetica grazie all’utilizzo della tecnologia in continua evoluzione, e alcuni di loro sono interessati ad inserire il tessuto di agrumi nelle loro collezioni, ma l’obiettivo di Adriana ed Enrica è accoglierne uno che sposi gli stessi valori genuini e solidali e la strada ormai è tutta in discesa.

Quella di Orange Fiber una storia da raccontare con orgoglio e replicare con impegno, un esempio concreto di come si possa contribuire a cambiare il mondo con i fatti e non con le parole. Una storia che parla d’amore per la propria terra e di rispetto per tutto quello che essa produce, una storia che dona speranza per il futuro, che lascia intravedere un mondo migliore addolcito, magari, dall’intenso profumo di agrumi.