A spasso nel tempo per Halloween. Storia, magia e mistero della festa “del terrore”

La notte di Samhain salutava l’estate dando il benvenuto all’inverno con danze, fuochi, maschere e magia. Una notte in cui il tempo si fermava per permettere agli spiriti di tornare a casa.

Al calar delle tenebre, nella notte tra l’ultimo giorno di ottobre e il primo di novembre, in ogni angolo del mondo si partecipa alle tenebrose danze della festa di Halloween. Streghe, fantasmi, zucche e lanterne fanno la loro comparsa al grido di “dolcetto o scherzetto”, un motto traducibile in tutte le lingue che diverte grandi e piccini, ma poco narra di una storia vecchia di migliaia di anni, della celebrazione di un culto che rappresentava e regolamentava la vita spirituale e materiale di un popolo antico.

Per quanto ci si sforzi di cercarla è impossibile trovare ricorrenza priva di profonde radici nel passato, sia che si tratti di una festa nata in sostituzione di una più antica, modificandone il senso originario, sia che si tratti un rito che abbia viaggiato attraverso i secoli, clandestinamente, per poi riemergere alla luce del sole in un’epoca più propizia. La festa di Halloween, adorata dai bambini e immortalata da cinema e letteratura, è un perfetto esempio del genere, risultato di una fusione tra ritualità pagana e cristiana approdato felicemente nell’era della strumentalizzazione di massa, in cui il legame con la spiritualità e la celebrazione della sacralità della vita si traducono facilmente in costosi bagordi e travestimenti “da brivido”.

L’antica festa celtica

Falò di Samhain. Immagine presa da http://www.tigerscursebook.com/blog/post-217/
Falò di Samhain. Immagine presa da http://www.tigerscursebook.com/blog/post-217/

La vigilia di Ognissanti, al secolo All Hallows Eve, è una cerimonia che in America è talmente radicalizzata da assumere i connotati di festa nazionale, adottata, adattata ed esportata in tutto il mondo ma mutuata in realtà da una tradizione millenaria nata nel cuore del Vecchio Continente, nell’epoca in cui le verdi colline d’Irlanda erano dominate dal fiero popolo celtico. Dedite all’arte della pastorizia, oltre che a quella della guerra, le tribù alla fine dell’estate, riportavano a valle le greggi e si preparavano all’inverno, che nel loro calendario, era anche l’inizio di un nuovo anno. La stagione del freddo e delle tenebre coincideva con il tempo del riposo, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura, la vita sulla terra sembrava tacere per rinnovarsi sottoterra, culla dei defunti. L’anno nuovo era salutato con un grande rituale, nel quale per celebrare la vita si festeggiava la morte e il suo principe, Samhain.

Nella notte dell’ultimo giorno dell’anno le leggi del tempo e dello spazio si annullavano temporaneamente dissolvendo il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti perché, come recita un antico detto celtico, “la morte non è che il mezzo di una lunga vita”. Le anime dei defunti tornavano a vagare sulla terra per ricongiungersi ai propri cari e venivano accolte e onorate con banchetti e riti propiziatori. Il popolo si radunava nel bosco per la Cerimonia del Fuoco durante la quale i Druidi, maghi e profeti, ringraziavano gli spiriti per la loro benevolenza, accendendo pire maestose con i rami della quercia sacra. Tutta la tribù partecipava al rituale pregando per le anime vaganti e, tornando al villaggio, sfilava abbigliata con maschere grottesche e le pelli degli animali sacrificati, illuminando la via con lanterne fatte di cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.

Come la notte di Samhain è diventata la notte di Halloween

Nightmare Before Christmas. Foto presa da: oceanowl.wordpress.com
Nightmare Before Christmas. Immagine presa da oceanowl.wordpress.com

L’evangelizzazione delle isole britanniche tentò di sradicare ogni rituale legato al paganesimo. Nel 835, Papa Gregorio IV spostò la festa di Ognissanti, All Hallows Day, dal 13 maggio al 1 Novembre, ma la notte di Samahin era talmente cara alla popolazione che il giorno precedente rimase dedicato al culto popolare, sopravvissuto nel secoli mantenendo saldo il legame con la natura e con la sfera occulta dell’accoglienza dei defunti.

Come Halloween, festa celtica di umiltà, condivisione e spiritualità sia diventata una delle celebrazioni più sentite e diffuse d’America e, di conseguenza, di tutto il mondo, ce lo spiega la storia moderna. Nel 1845 l’avvenimento noto come “la grande carestia” dimezzò la popolazione irlandese. La peronospora della patata distrusse la maggior parte delle coltivazioni, primaria fonte di sostentamento, favorendo l’esplosione di gravissime epidemie di tifo e scorbuto. I superstiti migrarono in massa negli Stati Uniti dove crearono una solida comunità che mantenne orgogliosamente vive le proprie tradizioni, tra cui All Hallows Eve, mutato in seguito in Halloween, che nell’America dell’emigrazione è stata la prima festa multietnica e popolare.

Mercato di Campo de' Fiori, Roma - Foto di Fulvia Mariotti
Mercato di Campo de’ Fiori, Roma – Foto di Fulvia Mariotti

Dallo sbarco in America alla fama mediatica e commerciale il passaggio è stato breve e in poco più di un secolo si è ridotta ad un’occasione per divertirsi e organizzare costosi festeggiamenti perdendo ogni significato mistico, lasciando soltanto uno scheletro attorno al quale sviluppare un racconto. Ma osservando bene dietro le zucche e i cappelli a punta, nelle cucine tradizionali si va ancora alla ricerca di un tempo dimenticato e al calar delle tenebre, nella notte tra l’ultimo giorno di ottobre e il primo di novembre, davanti agli usci delle case fanno capolino pane nero, latte, formaggio… per accogliere e salutare gli spiriti nell’unica notte in cui possono tornare a casa.

Bibliografia
– Jean Markale, Halloween, storia e tradizioni. L’età dell’acquario, 2005.
– Loredana Filippi, Al di là del velo. Il rito dell’incontro fra la morte e la vita, da Halloween all’antica Samhain. 2014