Il racconto di una dolcissima trasgressione

Il cioccolato avvolge storie e leggende con il suo gusto misterioso di cui non possiamo fare a meno

di MARIA ELENA CURZIO

Spesso mi sono ritrovata in un luogo per caso, poi ho capito che in realtà la vita mi ha portato lì per un motivo in particolare. Così è stato quando sono arrivata a Modica, culla d’arte, cultura e patria dell’Oro nero, il cioccolato. Per le vie l’odore del cacao, delle mandorle, dei gelsomini mi trasporta per i vicoli pieni di storia. Quella che vi voglio raccontare è la leggenda di un dolce, la cui origine è avvolta nel mistero, tra le varie storie e leggende.

Dove il cioccolato viene nascosto ed usato per una trasgressione.
Arrivo al Convento delle Benedettine, e attraverso le grate mi sembra di intravedere tavoli pieni di farina, cacao, mandorle e zucchero, il cioccolato viene nascosto ed usato per una trasgressione dolcissima piena di amore per il prossimo. Il dolce di cui sto parlando è l’impanatiglia, piccoli panzerotti, a forma di semiluna, ripieni di noci, mandorle, cioccolato, zucchero, cannella, chiodi di garofano e carne di manzo. Proprio la presenza della carne sarebbe il frutto, secondo una leggenda locale, di un abile inganno perpetrato nel periodo quaresimale, notoriamente consacrato alla cucina di magro e ad uno stile alimentare penitenziale. Secondo tale leggenda, infatti, le suore del convento, nelle giornate che precedono la Pasqua, per compensare i predicatori per le fatiche del loro ministero avrebbero nascosto nei dolci di cioccolato della carne. Questi dolci furono probabilmente introdotti, nella Contea di Modica, dagli spagnoli durante la loro dominazione in Sicilia, avvenuta nel XVI secolo. Il nome, infatti, sembra derivare dallo spagnolo “empanadas” o “empadillas”, ovvero “focaccia ripiena o piccole cose impanate”.

Altra leggenda vuole che ad inventare il dolce fu il Monsù del barone Arezzo di Donnafugata. Le suore scoprirono questi dolcetti dopo essere stati ospiti a pranzo dal barone e decisero di prepararli per nutrire i confratelli, che nel periodo di quaresima, giravano fra i conventi. La carne trita nascosta tra il pesto di mandorle e il cioccolato, era consentita anche in periodo di digiuno, perché ritenuto alimento magro.

Tutte queste leggende rendono ancora più gustosi questi dolcetti che anche Leonardo Sciascia li definì “biscotti da viaggio”, per la loro lunga conservazione, possono infatti essere consumati fino a venti giorni dopo la preparazione. Solo poche famiglie modicane conservano e trasmettono questa ricetta io vi racconto quella che mi ha raccontato un’anziana tra un sorso di passito e un pezzetto di cioccolato, tra una chiacchiera e un ricordo.

Ingredienti per la frolla

500 g di farina
10 tuorli (conservare gli albumi)
100 g di zucchero
100 g di strutto
estratto di vaniglia
si impastano gli ingredienti si lavora la frolla fino a quando diventa liscia e si mette a riposare
ingrediente per il ripieno
300 g di carne di manzo magra macinata
100 g di zucchero
300 g di mandorle
1uovo
1 chiodo di garofano tritato
5 goccie di estratto di vaniglia buccia del limone
bucce di arance candite

Procedimento
cuocete la carne in padella per tanto tempo in modo che si asciughi e non renda umido al dolce gli altri ingredienti vanno tritati finemente ed amalgamati con gli albumi messi da parte ed un uovo intero stendete la pasta coppate a cerchio mettete il ripieno e chiudete a mezzaluna facendo aprire leggermente la pasta sul ripieno per non farli gonfiare, cospargete di zucchero e cannella infornate a 200 gr. per 25/30 minuti.


Scuro, soffice e profumato:
Tagliatelle al cacao con ricotta al profumo di arancia

Ingredienti per 4 persone
Per la pasta
400 g di farina
20 g di cacao amaro
1 cucchiaino di olio di oliva

Condimento
250 g di ricotta di pecora
sale
qualche cucchiaio di acqua calda della pasta
buccia di una arancia non trattata
1 pizzico di cannella
1 pizzico di pepe

Procedimento
Lavorare la pasta e farla riposare in un luogo tiepido, per 1 ora e poi tirare la sfoglia e fare delle tagliatelle.
In una ciotola lavorare la ricotta con qualche cucchiaio di acqua della pasta ,pepe, cannella e la buccia dell’arancia, versare le tagliatelle calde mescolare e condire con un filo di olio extravergine.

Ricetta creata da Maria Elena Curzio

Il mio cuore dolce: torta al cioccolato senza bisogno della bilancia

Ingredientitorta-cuore
20 cucchiai di zucchero
15 cucchiai di farina
5 cucchiai colmi di cacao amaro
2 bicchieri( da vino) di acqua o latte
1 bicchiere (da vino) di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
100 g di cioccolato fondente
2 cuccchiai di aceto di mele

Procedimento


in una ciotola mescolare la farina con il lievito, lo zucchero ed il cacao amaro, in un’altra ciotola unire latte olio ed aceto e mescolare bene. Tritare il cioccolato fondente in modo grossolano. Versare i liquidi nei solidi e mescolare. Versate tutto in una teglia a forma di cuore rivestita da carta forno, oppure imburrata ed infarinata e cuocete al forno gia’ caldo, a 180 gradi per 50 minuti.

Bibliografia

“Una Cuoca a Domicilio” di Maria Elena Curzio edito da LT editore