Le donne nel mutamento epocale della rivoluzione neolitica

La rivoluzione neolitica, il fenomeno che Vere Gordon Childe definì la maggiore tappa nello sviluppo dell’umanità, segna il passaggio dallo stadio selvaggio a quello “barbaro”; fu in questo periodo, infatti, che nacquero l’agricoltura e la pastorizia, i due pilastri  della civilizzazione (affiancati solo molti millenni dopo da un terzo pilastro rappresentato dall’industria) su cui poggia tuttora l’umanità.

La “rivoluzione neolitica”, termine coniato negli Anni Venti del ‘900 dall’archeologo australiano Vere Gordon Childe, rappresenta uno snodo essenziale nella storia, o meglio nella preistoria dell’umanità.

Fu in questo periodo, collocabile approssimativamente tra i 10.000 e i 6.000 anni a.C. (forse anche prima), che, in diverse aree geografiche della terra, gli uomini – da millenni cacciatori e raccoglitori – cominciarono a praticare allevamento e agricoltura, cambiando radicalmente il proprio sistema di vita, e avviandosi dapprima ad allevare animali, che fino ad allora avevano sempre e solo cacciato e in seguito a coltivare le piante, che fino ad allora avevano sempre e soltanto raccolto.

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I diversi centri d’origine dell’attività agricolo-pastorale e la sua espansione nella preistoria. (Fonte https://it.wikipedia.org)

Sembra ormai accertato che la più antica di queste aree si trovi nella Turchia sud-orientale. Infatti, a pochi chilometri da Sanliurfa (l’antica Edessa), sorge Göbekli Tepe, un vasto sito archeologico, caratterizzato dalla presenza di numerosi monoliti finemente lavorati, risalente addirittura a circa 12.000 anni fa.

Göbekli Tepe è compreso nella cosiddetta “mezzaluna fertile”, una grande area che si estende dall’antica Mesopotamia all’Egitto nord-orientale, che è stata definita la culla della civiltà.

"La mezzaluna fertile” il luogo in cui avvenne la rivoluzione neolitica. (Fonte http://www.pavonerisorse.it)
“La mezzaluna fertile” il luogo in cui avvenne la rivoluzione neolitica. (Fonte http://www.pavonerisorse.it)

Jared Diamond  del Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Los Angeles ha elaborato un compendio degli studi condotti sulla “mezzaluna fertile” (fertile crescent): « …è il luogo in cui la domesticazione è stata più precoce, producendo quelle che ancora oggi sono le specie domestiche più importanti tra le piante e gli animali del mondo…».

Le considerazioni di Diamond sulle conseguenze di quel mutamento non sono del tutto positive: «… la ricerca archeologica ed etnografica mostra che la transizione da raccoglitori-cacciatori ad agricoltori-pastori ha provocato più lavoro, un’altezza ridotta dell’adulto, uno stato nutrizionale carente e una minore resistenza alle malattie…».

Comunque fosse stato, il nuovo modello di vita si impose e in seguito si diffuse nel resto del mondo.

La prima specie ad essere stata addomesticata fu quella caprina, a cui seguirono quelle ovina, suina e bovina.

Secondo una ricerca condotta da Melinda Zeder, curatrice della sezione di Zooarcheologia presso il Museo di Storia Naturale “Smithsonian” di Washington, e  Brian Hesse, antropologo dell’Università di Birmingham, Alabama – che hanno analizzato una notevole quantità di ossa di capra provenienti dai siti archeologici di Ganj Dareh e di Ali Kosh (monti Zagros, Iran) – circa 10.000 anni fa l’uomo iniziò ad allevare capre e, in seguito, a praticare la tecnica dell’incrocio per migliorarne la produttività.

I due ricercatori sostengono che le artefici di questo mutamento epocale sarebbero state le donne, le quali avrebbero accolto le capre nelle loro abitazioni, ricavandone compagnia, calore e latte.

In seguito, probabilmente, sarebbero stati gli uomini – aiutati dai cani che da millenni li accompagnavano nella caccia – a raccoglierle in greggi.

La rivoluzione neolitica, iniziata probabilmente con un gesto di affettività da parte di un gruppo di donne intraprendenti, avrà conseguenze inimmaginabili allora, tra le impervie montagne meridionali dell’acrocoro armeno: consentendo all’uomo di vivere non più del cibo cacciato o raccolto, ma anche e soprattutto di quello prodotto.

Per avere un cambiamento di pari portata sul piano sociale, economico e culturale, dovremo attendere un’altra rivoluzione, quella industriale di fine ‘700; con essa inizierà il mondo contemporaneo, da allora diviso in Occidente e Oriente sulla base di un unico criterio: il nuovo sistema di produzione introdotto in Inghilterra e che da lì si diffuse poi rapidamente in tutto l’Occidente.

Carmen Colica

Bibliografia essenziale

Childe V G,The Dawn of European Civilization, 1925 London, K. Paul, Trench, Trubner & Co.; New York, A.A. Knopf. (Preistoria della società europea, Sansoni editore, Firenze 1979, traduzione di J. P. le Divelec).

Diamond J Guns, Germs, and Steel: The Fates of Human Societies(altro titolo: Guns, germs and steel: A short history of everybody for the last 13,000 years), 1997 (Armi, acciaio e malattie. Breve storia degli ultimi tredicimila anni, traduzione di Luigi Civalleri) collane “Saggi” n. 821 – “Super ET”, Einaudi, 1997, pp. XI, 366.

Zeder MA, Hesse B. The initial domestication of goats (Capra hircus) in the Zagros mountains 10,000 years ago. 2000 Mar 24;287(5461):2254-7.

Sitografia

http://www.treccani.it

http://www.qualeformaggio.it