La pasta: il cibo della memoria

Il tradizionale piatto è il simbolo degli affetti delle famiglie, a cominciare dall’infanzia. A seguire si piazza il sugo di pomodoro e il ragù

di SILVIA BASSI

Il primo cibo che 9 italiani su 10 ricordano da quando erano nell’età dell’infanzia è il piatto di pasta. Tra i simboli dell’eccellenza del made in Italynel mondo, la pasta, per la sua portata simbolica ricolma di emozioni, è indissolubilmente legata agli affetti più cari: la famiglia e la casa. Dopo la pasta il ricordo del cuore più piacevole è quello del pomodoro, di pari passo con la ricetta al ragù.

Il primato della pasta nel cuore degli italiani è il risultato di una ricerca effettuata dall’istituto di ricerca Doxa su “Gli italiani e la pasta”, per conto di “Aidepi”, l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta www.aidepi.it.  Secondo la Doxa, la pasta lascia traccia indelebile nella nostra memoria gustativa già in tenerissima età. Per l’8% degli italiani il primo ricordo della pasta risale a prima degli 8 anni, il 46% lo colloca addirittura prima dei 4 anni, il periodo in cui, secondo le neuroscienze, comincia a svilupparsi la memoria permanente.

Il 73% degli italiani ripensando alla sua prima pasta evoca il pranzo della domenica, quando tutta la famiglia si ritrova riunita attorno alla tavola. Una conferma di questo vissuto, viene data da 8 italiani su 10 che associano il primo ricordo di pasta ai genitori (62%) e ai nonni (18%), con un forte richiamo alla convivialità e all’amore familiare.

Dall’indagine della Doxa si evince pure che per il 25% la pasta è sinonimo di italianità e 1 italiano su 2 quando chiude gli occhi vede la pasta al pomodoro. Al secondo posto si piazza la pastina/minestra della sera (18%), al terzo la lasagna ripiena della domenica. La pasta con la ricetta della mamma, o della nonna, che continua a far sognare anche da grandi è quella al sugo di pomodoro, che vince di poco sul ragù. La passione per queste due salse divide nettamente il Paese: il ragù fa battere il cuore al Nord e al Centro Italia, mentre al Sud la “pummarola” non ha rivali.

La rilevazione della Doxa conferma, dunque, che gli italiani mangiano quasi tutti la pasta (99%) ogni giorno con una media di 26 kg di pasta l’anno a testa, che corrispondono a una produzione totale di 3 milioni e 300 mila tonnellate di prodotto. Gli elementi fondamentali nella scelta del consumatore sono il gusto, fattore primo nella scelta della pasta, la tenuta in cottura e la capacità di non rompersi quando viene girata oltre alle sue particolari proprietà nutrizionali.