La forma della salute

Il fenotipo, detto a “mela” o a “pera” è una rappresentazione del diverso indice di rischio cardiovascolare

di GIULIA BIGIONI

Meglio la mela o la pera, non è più una questione circa le migliori caratteristiche nutrizionali di questi due amati frutti o semplicemente sul gusto o le preferenze di ognuno di noi ma dobbiamo prendere come punto di riferimento il parametro apparentemente più semplice ma in realtà ben più complesso che è la forma. Ad ognuna delle due siluette è infatti associato un diverso fenotipo e distribuzione della massa grassa. La mela la possiamo delineare come il fenotipo maschile e caratterizzato da un accumulo di grasso viscerale e la pera, quindi femminile, caratterizzato da un prevalente accumulo di grasso sui fianchi.  Queste due forme non identificano solo una diversa distribuzione del grasso corporeo ma sono anche associate ad un diverso e importante fattore di rischio cardiovascolare che associa al fenotipo a “mela” quello più sfavorevole. Secondo un lavoro recentemente pubblicato su Frontiers in Immunology, da autori californiani, dati sperimentali condotti in laboratorio dimostrano che la forma a pera è quella associata al minore rischio di malattia. Già da tempo si conosceva questa diversa distribuzione del grasso e la correlazione negativa tra grasso viscerale e rischio cardiovascolare, ma con questo lavoro se ne evidenzia dal punto di vista sperimentale non solo l’aspetto legato all’obesità ma anche le componenti immunologiche e infiammatorie.

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fimmu.2018.01992/full

Lo studio è stato condotto su topolini di laboratorio nutriti con una dieta ricca di grassi e sono state evidenziate profonde differenze tra i sessi alla risposta obesogena. Nei maschi è stato osservato un preferenziale aumento dei depositi di grasso viscerale associato ad un ridotto livello di testosterone e della spermatogenesi, il tutto associato ad un incremento della frequenza di episodi di neuro infiammazione. Nelle femmine al contrario si è visto un prevalente accumulo di grasso sottocutaneo, ma il dato interessante è l’assenza dei fenomeni infiammatori e un significativo aumento dei livelli di Interleuchina 10 (IL-10), un importante fattore antinfiammatorio che sembrerebbe quindi responsabile dell’effetto protettivo osservato.

Ma questi risultati sperimentali pongono un importante quesito circa l’origine delle differenze. In altre parole perché nelle femmine si riscontra e da cosa è determinato l’effetto protettivo. La risposta più plausibile sembrerebbe essere nella natura stessa del fenotipo femminile abituato più di quello maschile a gestire quelle fisiologiche modifiche del corpo durante la gravidanza. Tutte quelle trasformazioni fisiologiche che sono necessarie a sostenere una gravidanza hanno fatto sì che l’organismo femminile è meglio attrezzato di quello maschile ed è in grado di proteggersi meglio dagli stimoli neuro infiammatori.

Saranno sicuramente necessari ulteriori studi per confermare queste osservazioni, ma la strada sembrerebbe già tracciata e senza ombra di dubbio possiamo affermare che la forma a pera è quella da preferire come rappresentazione della salute cardiovascolare.