Il microbiota nasale influenza olfatto e apnee notturne

Esiste una forte correlazione tra lo stato di salute del microbiota nasale e il tono immunologico dell’ospite

di GIULIA BIGIONI

Uno studio pubblicato lo scorso febbraio su Scientific Reports ha dimostrato che la composizione del microbioma nasale modifica le nostra capacità olfattive, tanto che possiamo distinguerci in norosmici, con buone capacità, iposmici con ridotta funzionalità  olfattiva e anosmici, in assenza di olfatto.

I soggetti iposmici hanno una più ampia diversità microbica rispetto ai normosmici.

I Corynebacterium e Faecalibacterium sono frequentemente espressi in situazioni di ridotta percezione e discriminazione dello stimolo odoroso. Mentre i generi Comamonadaceae ed Enterobacteriaceae sono più frequenti in soggetti capaci di distinguere gli odori, ma che non li perecpiscono bene. I generi Porphyromonas e Lachonospiraceae sono invece abbondanti in soggetti con una ridotta percezione e capacità distintiva.  

Esiste anche una stretta correlazione tra la sindrome della apnea ostruttiva del sonno (OSAS) e le differenze nella diversità e composizione del microbioma nasale. Il microbiota nasale di soggetti con OSAS grave è ricco di Streptococcus, Prevotella e Veillonella. Lo Streptococco, la Rothia, la Veillonella e il Fusobacterium sono correlati con l’indice di apnea-ipopnea. Questo è quanto recentemente pubblicato sulla rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine (AJRCCM) da Leopoldo N. Segal e colleghi della Facoltà di Medicina della New York University. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29969291

L’OSAS, che colpisce mediamente il 34-50% negli uomini e il 17-23% nelle donne, è associata a ostruzione ricorrente, edema sub-epiteliale e infiammazione delle vie aeree. La prevalenza aumenta negli uomini, specialmente anziani, con un più alto Indice di Massa Corporea (BMI, Body Mass Index). 

Tuttavia, più alto è il grado di severità delle apnee, misurato con l’indice di apnea-ipopnea, maggiore è la probabilità di avere una sovracrescita dei generi Streptococcus, Haemophilus, Rothia, Veillonella e Fusobacterium. 

Cosa interessante è che nei soggetti con OSAS severo il microbiota nasale è ricco di generi normalmente presenti a livello della cavità orale, come lo Streptococcus, Veillonella, Granulicatella e Fusobacterium. Questo potrebbe spiegarsi con le ostruzioni ricorrenti durante il riposo notturno e il reflusso delle secrezioni oro-faringee che normalmente verrebbero deglutite.

L’infiammazione risultante, con rilascio dei marker dell’infiammazione, può influenzare o essere influenzata dal microbiota nasale. L’anossia che ne deriva può provocare varie complicanze a carico del cuore, come ad esempio aritmie e scompenso cardiaco.

L’aver stabilito questa correlazione potrà dare modo di migliorare l’iter diagnostico-terapeutico dell’OSAS.

È ipotizzabile che, associando all’utiizzo di apparati medicali CPAP, dall’inglese Continuous Positive Airways Pressure, una terapia specifica in grado di modulare il microbiota nasale, si possa migliorare l’efficacia terapeutica.