Mense scolastiche a tutto bio

In Italia nel 2017 ne sono state censite 1.311 e si prevede per il prossimo anno un ulteriore incremento grazie anche al contributo economico del ministero dell’Agricoltura

di SILVIA BASSI

Era il lontano 1986 quando a Cesena si inaugurò la prima mensa scolastica biomediterranea. Da allora, anno dopo anno, la ristorazione biologica si è notevolmente incrementata fino ad arrivare nel 2017 a 1.311 istituti scolastici, come certificato da un report pubblicato da “Bio Bank”, la banca dati del biologico italiano. Una crescita che non si ferma e che è destinata ad allargarsi ulteriormente grazie sia ai nuovi stili di vita più salutistici che ai contributi finanziari del ministero delle politiche agricole.

Proprio quest’anno è entrato in vigore il decreto ministeriale che incentiva la creazione di mense bio, introducendo un sistema di certificazione. A questo scopo il Ministero per le Politiche agricole www.politicheagricole.it ha stanziato un fondo di 44 milioni di euro fino al 2021, finalizzato a iniziative di informazione e promozione nelle scuole ma soprattutto alla riduzione dei costi finali a carico degli utenti.

Infatti, quello dei costi del servizio resta un tema cruciale, proprio perché mentre cresce l’interesse per i prodotti bio diminuiscono le risorse pubbliche e quelle delle famiglie. Il passaggio al bio richiede in media un 20% di spesa in più e richiede quindi investimenti di qualità per rendere efficiente il sistema.

Per la prima volta in Italia sono state definite e regolate le mense biologiche, dando così maggiori informazioni agli studenti e alle famiglie. Nel dicembre 2017 sono stati presentati i criteri di classificazione, concordati con il Ministero dell’Istruzione, le Regioni e i Comuni, e i marchi che identificavano le mense biologiche scolastiche. La norma, infatti, prevede che le scuole che vorranno utilizzare il marchio volontario dovranno inserire delle percentuali minime di utilizzo di prodotti biologici, dei requisiti e delle specifiche tecniche pre-fissate.

Le mense forniscono un buon contributo alla costante crescita della ristorazione biologica nel suo complesso: questo settore valeva 377 milioni di euro nel 2016, in aumento del 135% rispetto ai 160 milioni di euro del 2007. I dati indicano che esiste una stretta correlazione tra qualità della vita e qualità del cibo con l’esigenza di definire una strategia per diffondere modelli alimentari sani e cibi freschi, stagionali, locali, biologici.

È la Lombardia la regione più virtuosa con 245 mense biologiche, seguita da Veneto con 215 e dall’Emilia Romagna che ne conta 163. I menu con le percentuali più alte di biologico sono a Pisa (100%), Firenze (90%) e a Bologna (85%). La mensa scolastica ha un importante ruolo educativo e un grande valore sociale essendo il luogo dove si esprime l’avere a cuore il bene dei bambini, la salute pubblica e del territorio. Così il biologico diventa non solo un mezzo per eliminare gli inquinanti ambientali, che ci ritroviamo ad assimilare durante i pasti, ma può diventare un volano per sviluppare l’economia, il benessere sociale e la cultura del cibo di qualità.