Identificato un nuovo meccanismo che regola la fame

La comunicazione tra sistema nervoso centrale e sistema gastroenterico regola gli stimoli legati al controllo dell’appetito

di GIULIA BIGIONI

La fame o il semplice appetito sono il risultato di una complessa rete di segnali che vengono inviati reciprocamente tra il sistema nervoso centrale e  il sistema gastroenterico. Lo stimolo sensoriale che ci porta a sederci a tavola o semplicemente a consumare un pasto frugale, magari durante una pausa di lavoro, è in realtà il risultato dello scambio di messaggi biochimici tra due dei sistemi più complessi nell’essere umano.

Lo stretto legame tra i due sistemi è da anni oggetto di studio di un gruppo di ricercatori della Washington State University, negli USA, e recentemente pubblicato sulla rivista Brain Research.  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29366626

Protagonista principale e messaggero è un peptide, la grelina, che regola una serie di funzioni tra cui il senso di sazietà, l’appetito, fino anche alle motivazioni che ci spingono a consumare alcuni alimenti rispetto ad altri.

Il sistema gastroenterico e lo stomaco in particolare non sono solo dei soggetti passivi al comando delle funzioni superiori residenti nel cervello ma agiscono in compartecipazione con questi a regolare l’omeostasi energetica. Lo stomaco vuoto rappresenta un primo stimolo che si traduce in un aumento della secrezione di grelina, aumentandone i suoi livelli plasmatici. Questa condizione viene percepita dal sistema nervoso centrale attraverso i recettori della grelina, che rispondono all’acronimo GHSR-1, e rappresentano la porta di ingresso per una serie di segnali che andranno a modulare il senso di sazietà o di fame, più o meno intensa.

La fisiologia del meccanismo può essere influenzata anche da sostanze non strettamente correlate ai meccanismi fisiologici. Alcune di queste infatti sono in grado di modulare la rete di connessioni in un senso o nell’altro. Particolarmente studiato è ad esempio l’effetto dei cannabinoidi, tra cui il cannabidiolo CBD e il tetraidrocannabinolo THC, i più conosciuti componenti presenti nella pianta di Cannabis (circa il 40% della Cannabis Sativa L.). I cannabinoidi hanno un effetto attivatore sul meccanismo della fame e la ricerca farmacologica si sta concentrando sulla possibilità di identificare molecole antagoniste del recettore dei cannabinoidi, senza effetti indesiderati a livello centrale, che possano controllare il senso di fame nelle persone obese.

Studi pubblicati dimostrano, con esperimenti condotti su ratti di laboratorio trattati con cannabinoidi, che il controllo della fame è mediato dal rilascio di grelina e non piuttosto dalla sola attivazione dei recettori centrali che rispondono ai cannabinoidi stessi.

Pur considerando le dovute distanze tra uomini e ratti, queste esperienze ci aiutano a capire le complesse interconnessioni esistenti tra i diversi sistemi nel mantenere in equilibrio la nostra esistenza, con un pensiero alla mente e uno alle nostre tavole.