Obesità e il ruolo delle cellule sentinella

Metabolismo e macrofagi, come le cellule del sistema immune modulano l’accumulo di grasso nell’organismo

di GIULIA BIGIONI

Non è solo una questione di metabolismo, ma nelle patologie quali l’obesità per arrivare fino al diabete numerosi attori contribuiscono in varia misura alla patologia, modulando lo stato fisiologico o patologico. Le evidenze scientifiche che giorno dopo giorno si aggiungono al complesso panorama che osserviamo nell’obesità ci suggeriscono che questo stato patologico è spesso il risultato del contributo non solo di quelle cellule che conosciamo con il nome di adipociti, che hanno la funzione di deposito del grasso in eccesso, ma anche di cellule accessorie ali i macrofagi. Ne sentiamo spesso parlare come le sentinelle del sistema immune deputate al controllo delle infezioni batteriche, ma in questa nuova veste sembra abbiamo un ruolo fondamentale negli stati infiammatori associati alla fisiopatologia del controllo ponderale.

In un recente articolo sull’argomento, pubblicato da un gruppo dell’Università di Oxford nel Regno Unito, è stato tracciato il complesso profilo dei macrofagi e del loro ruolo negli stati infiammatori associati all’obesità (https://www.liebertpub.com/doi/abs/10.1089/ars.2017.7060). Senza entrare troppo in argomenti ostici e di non facile comprensione per i non addetti ai lavori, è sufficiente sapere che le popolazioni di macrofagi presenti nell’organismo sono sostanzialmente suddivise in due grandi categorie chiamate M1 e M2, appartenenti quindi allo stesso tipo di cellule presentano però profonde differenze .   

Semplificando il discorso, i macrofagi M2 possiamo considerarli i buoni, presenti nel tessuto adiposo “magro”, contribuiscono al mantenimento del normale stato fisiologico e della risposta all’insulina. Quando al contrario, siamo in presenza di un eccesso di introduzione calorica, associata ad esempio ad una ridotta attività fisica, fanno la loro comparsa nel tessuto grasso i cattivi, i macrofagi M1. Questi determinano lo stato infiammatorio caratteristico del tessuto adiposo mediante il rilascio di mediatori pro-infiammatori, le citochine, che modulano tutta una serie di modificazioni sul tessuto che comporta l’alterazione dell’architettura strutturale e la comparsa di una risposta patologica a importanti ormoni come l’insulina.

Non possiamo certo considerare i macrofagi, in particolare gli M1 come responsabili dell’obesità, il loro ruolo è determinato dalle condizioni in cui si trovano, la risposta di queste cellule non potrebbe essere diversa proprio alla luce del ruolo che hanno nell’organismo. In quello che potremmo chiamare, un eccesso di zelo, fanno quello che sanno fare, infiammare il tessuto, il meccanismo di difesa fisiologico che abbiamo verso gli agenti esterni.

L’organismo umano è il risultato di migliaia di anni di selezione nei quali è sopravvissuto a innumerevoli insulti esterni, oggi dovremmo riconsiderare quello che viene dall’esterno non più come qualcosa di estraneo all’essere umano ma forse quello che l’uomo con il suo operare ha creato, condizioni caratteristiche del vivere moderno di una società ipernutrita e sedentaria e i nostri amici macrofagi forse vogliono ricordarcelo.