Con il caldo attenti al crudo!

Norovirus, un agente patogeno che mette a rischio il consumo alimenti crudi

di GIULIA BIGIONI

Sul banco degli imputati compaiono ancora gli alimenti crudi, il consumo di questi da diverso tempo ha subito un significativo incremento dovuto in parte alla seduzione dei regimi dietetici a base di crudi, animali e vegetali, e dall’altra il periodo estivo con l’aumento delle temperature crea le condizioni favorevoli alla contaminazione degli alimenti. Ma, a fianco delle comuni infezioni alimentari, dovute alla presenza di patogeni nelle matrici alimentari e alle tossine che producono, si parla in questo caso di tossinfezioni, si possono affiancare quelle sostenuta da virus, i più piccoli agenti patogeni che possono essere costituiti anche da una singola catena di acidi nucleici DNA o RNA. Questo è il caso dei norovirus, particelle virali molto semplici costituite da una singola catena di RNA che per la loro replicazione hanno la necessità di infettare le cellule dell’organismo ospite e da qui determinare la patologia.

Un recente articolo comparso su Lancet, nota rivista medica d’oltreoceano, fa il punto sulle gastroenteriti di origine virale e in particolare su quelle sostenute da norovirus.  https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0140673618311280?via%3Dihub

Identificato per la prima volta nel 1968 come responsabile di una grave gastroenterite nella città di Norwalk, nell’Ohio è conosciuto anche come virus di Norwalk, rappresenta una delle principali cause di gastroenterite acuta negli Stati Uniti e in diverse parti del mondo. Il periodo di maggior contagio sembra essere quello invernale, i sintomi si manifestano dopo un periodo d’incubazione di 1 o 2 giorni e si protraggono anche fino a tre giorni dall’infezione. Il virus, contaminante delle acque presenta la caratteristica trasmissione orofecale, entrato nell’organismo penetra nelle cellule del lume intestinale e da qui da origine ai sintomi comuni a carico del sistema gastrointestinale come nausea, vomito e diarrea, che nelle forme più gravi necessitano di ricovero ospedaliero, soprattutto per i bambini.

In alcuni paesi esistono programmi di vaccinazione all’infanzia per il patogeno, ma la prevenzione può rappresentare una valida alternativa per il controllo dell’infezione virale. Date le caratteristiche della trasmissione le comuni norme igieniche sono le misure più efficaci per non contrarre il virus, l’igiene nella manipolazione degli alimenti quindi sia di origine animale che vegetale. Fragole e frutti di bosco non li possiamo cuocere ma il lavaggio accurato è facilmente praticabile. Altro discorso per gli alimenti di origine animale, soprattutto i molluschi, gli alimenti maggiormente incriminati, le particelle virali sono sensibili alla temperatura, e la cottura è uno strumento efficace in grado di eliminare la patogenicità del virus.