L’alimentazione corretta aiuta la sensibilità ai farmaci antitumorali

Il catabolismo dell’istidina è un importante fattore in grado di aumentare la sensibilità al farmaco metotrexato

di GIULIA BIGIONI

La giusta dieta conta nella terapia contro il cancro, perché può rendere più efficaci i farmaci antitumorali. E’ quanto emerge da un studio pubblicato l’11 luglio sulla rivista Nature.

 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29995852

ll metotrexato è un farmaco chemioterapico in grado di inibire l’enzima diidrofolato reduttasi, che genera il tetraidrofolato, cofattore essenziale nella sintesi nucleotidica. Il consumo del tetraidrofolato, a seguito del trattamento chemioterapico, causa la morte cellulare sopprimendo la produzione di DNA e RNA. Questo meccanismo è alla base dell’effetto antitumorale.

Sebbene il metotrexato sia ampiamente usato come agente antitumorale e sia oggetto di oltre un migliaio di studi clinici in corso, la sua elevata tossicità spesso porta all’interruzione precoce del trattamento, che ne riduce la potenziale efficacia.

Il metotrexato, infatti, è usato come standard di cura nel trattamento della neoplasia maligna pediatrica più comune, la leucemia linfoblastica acuta (LLA) 22, con percentuali di successo relativamente elevate che purtroppo sono accompagnate da una grave tossicità. Al momento però mancano dei marcatori di predizione dell’efficacia del trattamento, che portano i medici a prescrivere regimi di metotrexato basati su parametri clinici invece di fattori farmacogenetici personalizzati.

Per identificare i geni che modulano la risposta delle cellule tumorali al metotrexato e quindi trovare un protocollo terapeutico personalizzato, i ricercatori dell’Istituto Whitehead per la ricerca biomedica a Cambridge, nel Massachusetts, hanno eseguito uno screening in grado di analizzare le funzioni di un alto numero di geni.

Così facendo hanno trovato che FTCD, un gene che codifica un enzima necessario per il catabolismo dell’istidina, ha due funzioni nel percorso di degradazione dell’istidina.

Per la prima volta i ricercatori sono riusciti a mettere in correlazione il ruolo di questo amminoacido essenziale con la sensibilità ad un antitumorale. Meccanisticamente, il catabolismo dell’istidina drena il tetraidrofolato cellulare, che è particolarmente dannoso per le cellule trattate con metotrexato.

L’integrazione alimentare di istidina per ora effettuata solo in studi in vivo ha determinato un aumento della degradazione dell’istidina e un miglioramento della sensibilità degli xenotrapianti leucemici al metotrexato.  

Tra gli alimenti più ricchi si annoverano i legumi, ma è presente se pur in quantità variabili anche nella carne di qualsiasi tipo, nei pesci, nelle uova e nei prodotti lattiero caseari, oppure può essere assunta come integratore.

“Il percorso di degradazione dell’istidina influenza marcatamente la sensibilità delle cellule tumorali al metotrexato” e secondo Naama Kanarek, autore della pubblicazione, “può essere sfruttato per migliorare l’efficacia del metotrexato attraverso un semplice intervento dietetico”.

In prospettiva, secondo i ricercatori, il risultato dello studio apre una nuova strategia terapeutica e “potrebbe rendere possibile usare il metotrexato a dosi più basse e meno tossiche”.