Cibo biologico nella bufera dei sequestri

In tre mesi d’indagini e controlli i Nas hanno ritirato 100 tonnellate di alimenti prodotti con la frode e multato o chiuso aziende senza scrupoli

di SILVIA BASSI

Dopo il recente sequestro di prodotti di false mozzarelle di bufala Dop e Igp, di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi, ora è la volta di ben 100 tonnellate di falsi cibi biologici che i militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno sequestrato in varie regioni. Fra i mesi di marzo e maggio 2018 i Nas hanno effettuato ben 186 ispezioni nella filiera biologica sparsa in tutta Italia, oltreché in aziende ed esercizi commerciali, rivelando contraffazioni e truffe nella produzione di alimenti “verdi”. Non solo, i Nas hanno sequestrato anche consistenti quantità di prodotti cosiddetti “bio” scaduti da tempo o conservati con scarse condizioni igieniche.

Un bilancio pesante quello dei controlli dei Nas che certifica, ancora una volta, come il cibo sano e di qualità sia spesso alla mercé di aziende e persone senza scrupoli che lucrano sulla salute e fiducia degli ignari consumatori. Il vero “cibo verde” deve arrivare da coltivazioni o da allevamenti che utilizzano tecniche agronomiche e zootecniche a basso impatto ambientale, attraverso protocolli produttivi nei quali è vietato o limitato l’impiego di diserbanti, insetticidi o concimi contenenti sostanze di sintesi chimica. Per essere commercializzato come “biologico” un alimento deve essere stato prodotto da aziende, certificate da Organismi autorizzati dal ministero dell’Agricoltura, che appongono su tali prodotti il loro logo.

Le cento tonnellate sequestrate di cibo biologico taroccato evidentemente non rispettavano queste basilari norme come accertato, ad esempio, dai Nas di Treviso che hanno requisito 1.950 kg di materie prime (farine biologiche di varie tipologie) scadute. Nel corso di un’ispezione presso una ditta di vendita all’ingrosso della provincia di Forlì-Cesena, i Nas hanno sottoposto a sequestro sanitario 7.000 kg di materie prime (erbe medicinali, sostanze aromatiche) e di integratori alimentari; alcuni provenienti da agricoltura biologica, con termine di conservazione superato, in alcuni casi da oltre un anno.  Inoltre, sono state disposte sospensioni dell’attività per 3 aziende del settore a causa di mancanze di autorizzazioni e presenza di gravi criticità igieniche come la presenza di ratti vicino a derrate di alimenti pronte per la vendita.

Il settore biologico è in forte espansione commerciale non solo in Italia ma in tutto il mondo, con un fatturato annuo di circa 80 miliardi di euro, di cui poco più di 3 in Italia. Secondo l’osservatorio Nomisma www.nomisma.it, nel 2017, il 78% delle famiglie italiane ha acquistato alimenti verdi e questo significa che oggi quasi 8 famiglie su 10 hanno consumato almeno una volta nell’ultimo anno un prodotto biologico e che in soli cinque anni il numero di famiglie acquirenti è aumentato di oltre 6 milioni. Un trend in forte crescita, dunque, quello del bio su cui si buttano anche aziende e produttori malfattori per realizzare con la frode più facili guadagni.