Occhio alle truffe alimentari estive

Con la bella stagione aumentano nelle principali città turistiche frodi e adulterazioni di cibi e bevande

di SILVIA BASSI

La recente notizia del sequestro di alcune centinaia di chili di false mozzarelle di bufala Dop da parte delle forze dell’ordine a Capri e Ischia sottolinea il triste fenomeno delle frodi alimentari che affliggono le eccellenze dell’enogastronomia italiana tutto l’anno e trova un sorprendente incremento nel corso della stagione estiva, in particolare negli stabilimenti balneari, quando l’euforia della vacanza fa abbassare la guardia negli acquisti e nei consumi sulla qualità del cibo e delle bevande.

Per tutelare i turisti-consumatori dai rischi delle truffe e dalle contraffazioni alimentari in estate aumentano anche i controlli negli esercizi commerciali da parte delle forze dell’ordine, in collaborazione con il reparto per la tutela agroalimentare dei carabinieri e dei Nas. I controlli sulla qualità e sulla bontà dei cibi non devono essere, tuttavia, un’esclusiva solo delle autorità preposte, si richiede anche ai consumatori di prestare la massima attenzione alle etichette delle confezioni e a rifuggire dall’acquisto di prodotti Dop e Igp venduti sfusi, senza i sigilli di garanzia.

La Coldiretti sottolinea che “l’operazione delle forze dell’ordine è basilare per combattere frodi e inganni a tavola che si moltiplicano lungo la penisola con l’arrivo dell’estate. Le difficoltà economiche che costringono molti a risparmiare in vacanza spingono i turisti verso spese utili, con l’enogastronomia locale che è diventata una componente irrinunciabile della vacanza made in Italy. Si risparmia, eventualmente, sul tempo da trascorrere in ferie ma non si rinuncia a gustare e ad acquistare come ricordo le specialità tipiche del posto di villeggiatura”.

Da ricordare che l’Italia è l’unico paese al mondo a poter vantare un patrimonio di 4.698 specialità tradizionali alimentari. Lo scorso anno i Nuclei Antifrodi Carabinieri hanno sequestrato 4,5 milioni di tonnellate di alimenti contraffatti per un giro d’affari di un milione e 650 mila euro.

Secondo un recente report del Food & Wine Turism Forum https://foodwinetourismforum.it e Isnart-Unioncamere, presentato al Castello di Grinzane Cavour in Piemonte, nel 2017 si stima che le presenze legate al turismo enogastronomico in Italia siano state oltre 110 milioni e che il loro impatto economico abbia superato i 12 miliardi di euro, il 15,1% del totale turismo, terza tra le voci di spesa dopo gli alloggi (quasi 24 miliardi di euro) e ristoranti/bar/caffè (oltre 17,4 miliardi di euro). 

Il turismo enogastronomico in Italia costituisce, dunque, una grande ricchezza del patrimonio culturale che non deve essere “impoverito” e mistificato da truffe e frodi di commercianti senza scrupoli che ricorrono ad azioni fraudolenti, le quali, pur non determinando un concreto o immediato danno alla salute pubblica, favoriscono illeciti profitti a danno del consumatore. Durante l’estate, infine, è consigliabile diffidare dei luoghi di vendita non salubri e che non rispettano le norme igieniche nella conservazione dei cibi, al fine di evitare possibili contaminazioni batteriche.