“Na Tazzulella ‘e cafè”

Il consumo regolare di caffè è associato ad una riduzione del rischio di importanti patologie cronico degenerative

 Di GIULIA BIGIONI

Qualche preoccupazione l’abbiamo avuta, quando abbiamo appreso la notizia che la comunità scientifica internazionale stava studiando il caffè e le sue possibili controindicazioni salutari. In particolare, l’ipotesi di maggiore peso, era quella associata al sospetto di una possibile cancerogenicità della bevanda. Preoccupazione più che legittima e condivisa dalle circa 2.2 miliardi di persone sparse in diverse parti del mondo che consumano da sempre caffè nelle sue diverse preparazioni.

La nostra amata tazzina ha invece dimostrato, che non solo non è pericolosa, ma al contrario può essere considerata un efficace strumento di prevenzione. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha recentemente portato all’attenzione mondiale uno studio di più di 500 pagine, con i risultati di una valutazione condotta su quella che è considerata la bevanda preferita al mondo. https://www.iarc.fr/en/media-centre/iarcnews/2016/mono116_IARC2016.php

Ebbene, i dati importanti da sottolineare sono, da un lato l’evidenza di un ruolo protettivo del caffè su alcune patologie, dall’altro si evince che non può essere classificato come cancerogeno. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), una divisione della OMS aveva precedentemente classificato il caffè come “possibile” cancerogeno (categoria 2B) in Italia. IARC classifica la maggior parte delle sostanze che recensisce nelle categorie: (1) sicuramente cancerogeno, (2A) probabilmente cancerogeno, (2B) eventualmente cancerogeno e (3) non classificabile.

Da diversi anni la comunità scientifica sta esaminando questa bevanda e altre di cui se ne sospettano controindicazioni, e adesso è arrivata a questa importante conclusione corroborata dal più di 1000 studi effettuati. In particolare, i dati suggeriscono che il consumo regolare di caffè, fino a 4/5 tazzine al giorno, potrebbe ridurre i rischi di tumore al fegato e cancro uterino. Inoltre, l’effetto preventivo è risultato estensibile anche ad altre patologie quali ad esempio quelle cardiovascolari, neurologiche, nonché nella patologia depressiva, con una significativa riduzione del rischio di suicidi.

Possiamo quindi goderci fino in fondo questa rinnovata fiducia nella nostra amata tazzina, considerando poi che i consumatori di caffè sembrano avere una vita media più lunga rispetto a chi non ne consuma. Bere caffè allunga la vita e la rende più piacevole, non solo per le note proprietà organolettiche, qualcuno direbbe “aroma”, ma grazie soprattutto alla presenza di importanti sostanze antiossidanti che sono alla base delle proprietà riscontrate.

Ci conforta sapere che l’aroma non è tutto, e siamo convinti che molti non avrebbero rinunciato facilmente a questa abitudine quotidiana, tuttavia non possiamo che essere contenti di queste notizie con un pensiero in più ai tanti autori e poeti che hanno trovato nel caffè l’ispirazione alle loro prose indimenticabili.

Bibliografia

Drinking Coffee, Mate, and Very Hot Beverages. IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans, Vol 116. https://www.iarc.fr/