Il tempo della mela

Il microbiota intestinale è l’attore principale del metabolismo dei polifenoli

di GIULIA BIGIONI

Accanto ai concetti di nutrigenetica e nutrigenomica che spesso abbiamo avuto modo di sentire dai ricercatori, oggi ne possiamo annoverare di nuovi, come il caso della nutricinetica. Una branca della scienza che studia il transito temporale dei nutrienti nell’organismo; quando questi, introdotti nel corpo umano con l’alimentazione, stimolano una serie di reazioni biochimiche che hanno come risultato la loro digestione assorbimento e distribuzione con gli effetti che andiamo poi a studiare. Le modalità temporali, la cronologia dei fenomeni, conseguenti a questi processi sono state oggetto di una recente pubblicazione sulla rivista Food Research International. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0963996918304617

Soggetto dello studio la mela e il suo succo. Un frutto tra i più ricchi in polifenoli e tra i più presenti sulle nostre tavole e che rappresenta da sempre il simbolo di una alimentazione salutare e di benessere fisico. Sono state messe a confronto le nutri cinetiche da una parte del succo di mela “cloudy”, non chiarificato, e dall’altra lo stesso ma arricchito in polifenoli. I soggetti, dodici maschi e femmine, hanno assunto 250 ml (1/4 di litro) di succo normale o arricchito e quindi è stata valutata la biodisponibilità e il metabolismo indotto dal consumo di questo alimento fino a 24 ore dopo l’assunzione.

I risultati indicano una grande variabilità tra soggetti nel metabolizzare i più di 110 metaboliti o specie chimiche prodotte dal metabolismo, ma il risultato che è sembrato più interessante è legato alla compartecipazione nelle attività metaboliche del nostro microbiota. In sostanza, la qualità e la quantità dei polifenoli prodotti dal consumo del succo è il risultato del nostro metabolismo endogeno più quello prodotto dalle attività metaboliche del microbiota presente nei singoli soggetti. In poche parole è stato possibile risalire alle specie microbiche presenti in funzione dei metaboliti prodotti e identificati nel sangue e nelle urine.

Le differenze genetiche restano alla base delle differenze metaboliche osservate nei soggetti dello studio, ma non sono le uniche determinanti della variabilità tra individui che trova anzi nella composizione del microbiota intestinale forse il suo attore principale. L’identificazione delle complesse trasformazioni a cui vanno incontro i polifenoli ad opera del microbiota pone le basi per la comprensione del ruolo protettivo esercitato da questi importanti nutrienti negli alimenti ma anche sull’importanza che rivestono le diverse specie microbiche che sono poi responsabili di queste importanti trasformazioni.