L’ immunoterapia del futuro

La terapia di trasferimento adottivo di cellule T usa i linfociti del paziente per la cura dei tumori

di GIULIA BIGIONI

Trasferimento adottivo di linfociti T antitumorali: questo è il nome di un approccio terapeutico che sta emergendo sempre di più come un rimedio estremamente efficace nel trattamento della patologia tumorale. La novità in quest’approccio immunoterapico sta proprio nello sfruttare le normali difese presenti nel nostro organismo, in questo caso i linfociti T, per combattere efficacemente una malattia, quella tumorale, che è ancora una delle principali cause di morte insieme alle malattie cardiovascolari.

Nell’articolo appena pubblicato su Nature Medicine dal gruppo di Steven Rosemberg, uno dei pionieri nel campo della immunoterapia adottiva, vengono riportati per la prima volta i risultati ottenuti su una paziente di 49 anni affetta da una forma particolarmente aggressiva di tumore al seno. L’approccio che è stato seguito dall’equipe di medici e ricercatori americani è partito dall’isolamento nella paziente, affetta da tumore al seno, dei linfociti T normalmente presenti nel tessuto tumorale. Questi linfociti pur se presenti nella paziente non “vedono” o non sono in grado in modo efficace di contrastare la crescita tumorale, e il lavoro dei ricercatori si è orientato proprio verso questa particolare popolazione di cellule del sistema immune. Isolati e coltivati in vitro, i linfociti T, vengono attivati e resi sensibili alle cellule tumorali che diventano quindi il loro bersaglio principale. Queste cellule immunitarie così trattate in laboratorio sono poi re-infuse nel paziente, da qui il nome di trasferimento autologo (per distinguerlo da quello eterologo dove i linfociti provengono da un soggetto diverso) adottivo di linfociti T, quindi una volta tornate in circolo nell’organismo di origine vanno subito ad attaccare ed eliminare le cellule tumorali. https://www.nature.com/articles/s41591-018-0040-8

Il risultato mostrato nell’articolo è a dir poco strabiliante, a distanza di 22 mesi dall’inizio della terapia la paziente risulta libera da malattia anche nella forma metastatica, più aggressiva. Il trattamento ha determinato la regressione completa della malattia tumorale e la scomparsa delle metastasi.

Questo studio è di particolare interesse soprattutto per la tipologia tumorale. Le terapie immunologiche sono da sempre soggette ad una notevole variabilità del risultato che molto dipende dalla malattia e dallo stato di salute del paziente. Da diversi anni si sta tentando questo approccio terapeutico, con buoni risultati sul melanoma e sui tumori ematologici, ma è la prima volta che usato nel carcinoma della mammella metastatico ha fatto registrare una così significativa efficacia. Si deve poi aggiungere che la paziente trattata non ha avuto più bisogno di trattamenti di mantenimento successivi alla fine della terapia.

La strategia di Rosemberg e collaboratori dimostra che il moderno orientamento della medicina verso terapie sempre più personalizzate, la cosiddetta medicina di precisione, rappresenta lo scenario futuro nel trattamento del paziente oncologico e a giudicare da questi importanti risultati non sembra neanche tanto remoto.