La pizza Pascalina allunga la vita

Nata da un progetto dell’Istituto dei tumori di Napoli “Fondazione Giovanni Pascale”, la Pascalina ha lo scopo di diffondere un sano comportamento alimentare e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari

di SILVIA BASSI

La pizza in Italia sta prendendo il sopravvento sul consumo del pane, grazie anche al riconoscimento Unesco della pizza come “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Per l’Unesco la produzione della pizza napoletana comprende “gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibizione e condivisione: un indiscutibile patrimonio culturale. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale.

Secondo una ricerca dell’Associazione Industriali Mugnai d’Italia, si sta assistendo, nel mercato italiano, a una riduzione della farina destinata alla produzione di pane, che registra, nel 2017, una contrazione dei consumi del 2,4%. Al contrario, sempre nel 2017, si registra un incremento delle farine per la produzione della pizza, che ha fatto segnare un aumento di quasi il 2,9%. L’industria molitoria nel 2017 ha prodotto circa 11 milioni di tonnellate di farine, con un fatturato che si stima in 3.467 miliardi di euro.

La pizza, dunque, conquista sempre di più il gusto degli italiani, che ora possono pure degustare la Pascalina, uno speciale impasto che allunga la vita frutto di uno studio scientifico di un gruppo di ricercatori dell’Istituto dei Tumori di Napoli Fondazione Pascale https://www.istitutotumori.na.it/. Il nuovo e salutare impasto da forno sarà presentato dal 1 al 10 giugno, sul lungomare Caracciolo di Napoli, in occasione del “Napoli Pizza Village” con la partecipazione di una cinquantina di rinomati pizzaiuoli, con l’intento di diffondere un corretto e sano comportamento alimentare.

La ricetta della Pascalina, studiata dai ricercatori, si compone di farina di frumento, friarelli campani, pomodori San Marzano, olive di Caiazzo, olio extravergine del Cilento, aglio e peperoncino. Con questi ingredienti naturali e di qualità, secondo la Fondazione Pascale, la pizza ci protegge dal rischio di malattie cardiovascolari e da alcuni tipi di tumori dello stomaco e del colon.

Non solo, ma la neonata pizza salutistica, grazie ai suoi ingredienti, può essere consumata come pasto principale anche due volte a settimana ed è stata inserita nella “Piramide Alimentare Pascaliana”, che applica i principi della dieta Mediterranea e si basa sulle linee guida contro i tumori della World Cancer Research Fund e sulle evidenze scientifiche riguardanti dieta mediterranea e prevenzione dei tumori.