Lo psicobiotico: quando un “semplice probiotico” elimina l’ansia ed aiuta a dimagrire

Dimagrire migliorando il proprio umore. Uno studio dell’università di Roma Tor Vergata conia il termine psicobiotico

di MARCO MARCHETTI

Dimagrire è uno dei verbi più coniugati in questo periodo primaverile. Moltissime sono le diete e moltissimi gli integratori proposti. Non tutti sono realmente efficaci. Secondo un recente studio, una corretta integrazione di probiotici può modulare la flora intestinale ed aiutare a perdere peso eliminando al contempo tutti i sintomi di ansia e disagio che una dieta spesso comporta.

Il microbiota intestinale è un insieme di circa 1000 specie diverse che, agendo come un vero e proprio organo in una relazione simbiotica con l’ospite, gioca un ruolo cruciale nel mantenere l’omeostasi energetica dell’organismo. E’ dimostrato come una variazione quali-quantitativa del microbioma comporti ricadute sulla salute dell’organismo umano, sull’insorgenza di alcune malattie cardiovascolari e sulla composizione corporea determinando, ad esempio, un maggior accumulo di massa grassa.

A questo proposito, è necessario ricordare che l’organizzazione mondiale della sanità ha abbandonato la vecchia definizione di obesità limitata al rapporto tra peso ed altezza, per descriverla, in modo più appropriato, come un eccessivo accumulo di grasso tale da alterare lo stato di salute dell’individuo.

Proprio il grasso quindi, e non il peso, sembra essere la causa dei problemi causati dall’obesità.

Il microbioma umano ha una notevole influenza in questo senso poiché è direttamente coinvolto nell’estrazione di energia dal cibo e sembra implicato in diversi processi fisiologici come la lipogenesi e la sintesi di acidi grassi e di colesterolo.

Studi recentissimi hanno inoltre dimostrato la relazione esistente tra il microbioma ed il cervello, scoprendo una comunicazione bidirezionale tra cervello ed intestino chiamata appunto asse intestino-cervello.

A questo proposito altri studi hanno dimostrato in particolare come il microbioma abbia la capacità di modulare l’umore ed il comportamento e compartecipi alla genesi di stati di stress, ansia e depressione.

Modulare quindi il microboma umano potrebbe migliorare tanto la composizione corporea, quanto l’umore.

Un recente studio dell’università di Roma Tor Vergata approfondisce questa intuizione.

Lo studio: Evidences of a New Psychobiotic Formulation on Body Composition and Anxiety (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29147070) a cura di Carmela Colica, Ennio Avolio, Patrizio Bollero, Renata Costa de Miranda, Simona Ferraro, Paola Sinibaldi Salimei, Antonino De Lorenzo, e Laura Di Renzo ha approfondito la relazione esistente tra modulazione del microbioma, ansia e miglioramento della composizione corporea.

In questo studio sono stati messi a confronto, e paragonati tra loro, tre diversi trattamenti. Il primo prevedeva la somministrazione di un integratore di fermenti senza alcun intervento dietoterapico, il secondo prevedeva esclusivamente un intervento dietoterapico ed infine il terzo era la combinazione dei due.

L’integratore di fermenti era composto da ceppi di 1.5 × 1010 CFU di Streptococcus thermophilus, 1.5 × 1010 CFU di Lactobacillus bulgari, 1.5 × 1010 CFU di Lactococcus lactis subsp. lactis, 1.5 × 1010 CFU di Lactobacillus acidophilus; 1.5 × 1010 CFU di Streptococcus thermophiles; 1.5 × 1010 CFU di Lactobacillus plantarum; 1.5 × 1010 CFU di Bifidobacterium lactis, 1.5 × 1 1010 CFU di Lactobacillus reuteri e sembra che la composizione abbia giocato un ruolo fondamentale.

I pazienti arruolati, sono stati valutati dal punto di vista fisico e nutrizionale attraverso misure antropometriche, Bia e Dexa. Agli stessi pazienti, inoltre, sono stati somministrati test psicoattitudinali, in particolare l’HAM-A.

Proprio i pazienti sottoposti a trattamento dietoterapico ed alla contemporanea assunzione dell’integratore di fermenti hanno dimostrato i risultati migliori e più interessanti. I pazienti a cui era stata somministrata questa nuova formulazione di probiotico hanno dimostrato, ad esempio, una performance migliore nella valutazione dello stato di ansia.

Questa migliore performance è stata osservata tanto nel gruppo cui era stata somministrata solo integrazione di probiotici, tanto nel gruppo in cui l’integrazione di probiotici era inserita all’interno di un regime dietotarapico ipocalorico bilanciato.

D’altra parte i pazienti appartenenti a quest’ultimo gruppo hanno mostrato i risultati migliori nella valutazione della composizione corporea. Questi pazienti, al termine del trattamento, hanno mostrato sensibili miglioramenti in termini di perdita di peso, riduzione delle circonferenze, percentuale di massa grassa e dell’indice IMAT.

Da questo studio si deduce come una corretta supplementazione di probiotici migliori la performance della dieta e riduca in modo evidente la sintomatologia dovuta ad uno stato ansioso che proprio la dieta stessa spesso induce. In buona sostanza possiamo affermare che per dimagrire non è sufficiente una corretta dieta, spesso si possono ottenere risultati migliori aggiungendo ad un corretto regime dietoterapico un’integrazione di probiotici, ponendo attenzione ai ceppi presenti all’interno della formulazione.