I magnifici sette di Calabria: 6) la merendella

Prodotti unici dalla terra delle contraddizioni: difficile ma bellissima, povera ma generosa, aspra ma ospitale

di CARMEN COLICA

Nessun frutto profuma come la merendella (o marandella), questo delicato, piccolo, pregiato dono della biodiversità della Calabria è forse quello meno diffuso e conosciuto, ma probabilmente quello dal profumo più inebriante e dal sapore più delicato.

Il nome parrebbe derivare dal gerundivo del verbo latino merere, meritare; l’origine del frutto è incerta, alcuni sostengono che sia un incrocio tra la pesca e la mela, somiglia molto ad una nettarina ma, rispetto a questa, è più piccola (dalle dimensioni di un albicocca, ma dalla forma sferica leggermente schiacciata ai poli), più dolce e decisamente più aromatica – il profumo si avvicina a quello della pesca bianca, ma è molto più intenso e, al contempo, delicato – inoltre, l’epicarpo sottile (spesso caratterizzato dalla presenza di marezzatura della superficie) è ben aderente alla polpa succosa che, a sua volta, è ben aderente al nocciolo.

Le piante da cui ha avuto origine la merendella, come tutte le rosacee, provengono dall’Asia (probabilmente dalla Cina e/o dall’India) e sono arrivate a noi grazie ad Alessandro Magno, il quale ne rimase affascinato quando le vide per la prima volta nei giardini di re Dario in Persia; ma, mentre le numerose varietà di pesca si sono rapidamente ed ampiamente diffuse nel bacino del Mediterraneo, le merendelle vengono coltivate quasi unicamente in un limitato areale della Calabria, dove sono state originariamente ottenute.

Areale di coltivazione delle merendelle (fonte http://ultra-raccontata.blogspot.it)
Areale di coltivazione delle merendelle (fonte http://ultra-raccontata.blogspot.it)

Considerato un prodotto minore e di nicchia, infatti, si coltiva pressappoco esclusivamente nella provincia di Catanzaro, dove ha trovato il suo habitat naturale, con una superficie stimata attorno ai 60 ettari in prevalenza nella piana di Lamezia e nella fascia costiera ionica catanzarese,  la sua diffusione ed esportazione sono limitate dalla sua deperibilità. Proprio a causa della sua delicatezza la raccolta è manuale, perché le merendelle sono molto sensibili agli urti. Difficile trovarla fuori regione, in quanto è un frutto delicatissimo e complicato da trasportare.

Questo prelibatissimo dono della terra, che in dialetto calabrese viene chiamato anche sbergia o sbeggia, si presta non solo ad essere consumato tal quale, ma anche ad essere immerso nel vino per ottenere una specie di sangria dolcissima ed estremamente aromatica, particolarmente rinfrescante nella calura estiva, oppure può essere utilizzato per preparare marmellate, sciroppi o dolci.

Anche i vivaisti siciliani e pugliesi hanno iniziato a coltivare questa delizia entrando in concorrenza con i calabresi, anche se le caratteristiche organolettiche del frutto cambiano quando coltivato al di fuori del suo luogo di origine, perdendo in sapore e aroma.

L’albero della merendella è molto simile al pesco da cui deriva; a seconda del periodo di maturazione dei frutti, sono presenti tre varietà: Madonna di Giugno, con buccia e polpa di colore verdognolo; Madonna di Luglio, con buccia e polpa biancastre; Madonna di Agosto, con buccia screziata di rosso e polpa rosata. Ultimamente sta cominciando a diffondersi anche una varietà tardiva denominata Madonna di Settembre, con buccia e polpa gialline. A prescindere dalla varietà, le merendelle hanno una consistenza media, una tessitura fine, un sapore gradevolissimo ed un profumo paradisiaco. Il peso dei frutti oscilla tra i 60 grammi e i 100 grammi, mentre il grado zuccherino varia da 11 a 13 °Bx*.

Le quattro varietà di merendella: Madonna di Giugno; Madonna di Luglio; Madonna di Agosto; Madonna di Settembre. (Fonte https://calabriasemplice.com)
Le quattro varietà di merendella: Madonna di Giugno; Madonna di Luglio; Madonna di Agosto; Madonna di Settembre. (Fonte https://calabriasemplice.com)

Le merendelle non sono solo buonissime, ma fanno anche benissimo, ricche di vitamine, fibre e sali minerali, posseggono numerose proprietà: sono dissetanti, rimineralizzanti, depuranti, tonificanti, diuretiche, fortemente antiossidanti e leggermente lassative; aiutano a regolare la pressione; migliorano il funzionamento del sistema muscolare; alleviano il mal di testa perché decongestionano il microcircolo cerebrale; migliorano le funzionalità del sistema nervoso; fortificano i denti e prevengono l’invecchiamento osseo; migliorano la memoria; proteggono gli occhi dai danni del tempo; migliorano le funzionalità della tiroide.

Un frutto da valorizzare per ridare gusto e colore a un mercato spesso omologato e per conservare la biodiversità.

* Il Brix è una misura delle sostanze allo stato solido dissolte in un liquido. Il nome deriva da Adolf Ferdinand Wenceslaus Brix, matematico e ingegnere tedesco. Un grado Brix (simbolo °Bx) corrisponde a 1 parte di sostanza solida (peso secco) in 99 parti di soluzione. Questa unità di misura è molto importante nell’industria alimentare dove di solito si applica alla quantità di zuccheri presenti in frutta e verdura, nel vino e nelle bibite, nei prodotti intermedi della preparazione dello zucchero da tavola.