Il menù dei centenari: vegetali e poche proteine

Il segreto di lunga vita, secondo l’Associazione italiana Gastroenterologi, sta nei pasti frugali con molte verdure condite con abbondante olio d’oliva e un bicchiere di vino rosso

di SILVIA BASSI

Alimentazione e longevità è il tema su cui si incentra il convegno in corso a Roma fino al 24 marzo della “Federazione italiana delle società delle malattie dell’apparato digerente” (Fismad)) e promosso dell’”Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri” (Aigo) www.webaigo.it. Il cibo è una vera e propria ‘medicina naturale’ soprattutto per gli anziani.

Che cosa si mangia è molto importante ma è altrettanto importante è quanto si mangia: uno dei segreti dei longevi sta nella raccomandazione di alzarsi da tavola quando si è sazi solo all’80%. Infatti, secondo Aigo, tutti gli studi sulle popolazioni con più centenari mostrano che questi ultimi hanno in comune una restrizione delle calorie assunte, compresa tra le 120 e le 1500 al giorno.

Ma che cosa mettono in tavola le persone i centenari? Come hanno vinto la sfida del benessere che arriva dall’alimentazione? Nel loro piatto, secondo uno studio dell'”Associazione italiana Gastroenterologi”, ci sono cose semplici. Ogni pasto è composto in media dal 70% di vegetali, di cui però solo il 20% è frutta perché contiene molti zuccheri, e per il 30% di proteine magre, tutto condito da abbondante olio d’oliva. Gli spuntini sono come quelli di una volta, frutta secca e olive.

Insomma, è un’ottima abitudine quella di consumare in abbondanza vegetali a ogni pasto e prediligere grassi vegetali, preferire pane e farine integrali, scegliere come fonti di proteine i legumi, le uova, i formaggi e in misura minore il pesce. E’ importante inoltre che gli alimenti siano poco raffinati e non di origine industriale.
Tutti gli studi sulle popolazioni dove si concentra il maggior numero di centenari, da Villagrande Strisiali in Sardegna all’isola di Ikaria in Grecia – sottolinea il presidente dell’Aigo Gioacchino Leandro – mostrano infatti che questi ultimi hanno in comune una restrizione delle calorie assunte”.

A determinare, dunque, questa positiva situazione non è solamente il patrimonio genetico ma anche e soprattutto lo stile di vita, a iniziare dall’alimentazione che è molto simile alla Dieta Mediterranea. Infatti, un’abitudine molto importante delle persone longeve è la frugalità della dieta e i primi studi eseguiti sull’uomo a questo proposito mostrano un miglioramento nel diabete di tipo 2, nei disordini cardiovascolari e in alcuni tipi di tumore.

Secondo gli esperti di Aigo gli effetti benefici potrebbero essere spiegabili perché gran parte dei meccanismi biochimici legati alla restrizione calorica coinvolgono alcune proteine, chiamate sirtuine, che proteggono l’organismo dallo stress ambientale, migliorano l’invecchiamento, riducono il tessuto adiposo e prevengono le malattie neurodegenerative, come ad esempio il morbo di Alzheimer.

Da alcuni recenti studi, risulta, infine, che proteine e meccanismi benefici possono essere attivati, oltre che dalla restrizione calorica, dal resveratolo, una sostanza presente anche nel vino rosso. Questo risultato spiegherebbe perché una caratteristica comune della dieta dei centenari è anche un moderato consumo di vino rosso.