I rischi della supplementazione alimentare

Cosa si nasconde dietro gli integratori a base delle proteine del siero del latte  

di GIULIA BIGIONI

Il latte, alimento di origine animale, è alla base del regime alimentare di popolazioni non solo del bacino mediterraneo ma più in generale di tutte quelle culture che hanno posto nell’allevamento degli animali da latte la base del proprio sostentamento. Crudo, pastorizzato o usato come materia prima per la produzione dei quasi infiniti prodotti derivati si ritrova in quasi tutte le tavole e non solo. L’industria accanto all’impiego tradizionale nell’ambito alimentare ha trovato nel latte e i suoi derivati un diverso campo di applicazione, in particolare nella produzione di quelli che conosciamo come integratori, che affiancano e a volte intendono sostituire gli alimenti propriamente detti. I componenti del latte vengono scissi nella loro individualità e diventano protagonisti della scena o forse dovremmo dire dello spettacolo quotidiano che ruota intorno al mondo dell’alimentazione e del fitness. Si tratta delle ben note whey protein, ovvero le proteine del siero del latte. Il siero, la parte liquida che vediamo separarsi dalla cagliata durante il processo di caseificazione, ricco della frazione proteica è solitamente usato nella produzione della ricotta, ma può diventare la base per la produzione o per meglio dire l’estrazione delle proteine. Queste, usate come supplemento alimentare per il controllo del peso in pazienti obesi o sovrappeso, sono state l’oggetto di uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29087242).

L’idea degli autori è stata quella di verificare i reali benefici decantati dall’uso di questi integratori, nonché di valutare attentamente eventuali rischi connessi al loro impiego, soprattutto a carico del sistema cardiovascolare. 

Il metodo usato, la meta analisi degli studi pubblicati su diversi database come MEDLINE, Embase e Cochrane, analizzando i dati pubblicati di studi clinici controllati ha messo in relazione i dati ottenuti da pazienti obesi o sovrappeso con quelli del placebo e del controllo. Sulla base di nove studi è stato possibile tracciare un profilo suggestivo dei risultati ottenuti. Nei gruppi trattati con gli integratori proteici è stata osservata una significativa riduzione del peso corporeo e della massa grassa, ma anche in modo altrettanto significativo della massa magra. La perdita di massa magra si correla con la riduzione del metabolismo basale a seguito della perdi di massa metabolicamente attiva. A questo si affianca un preoccupante aumento degli indici di rischio cardiovascolare, quali l’aumento della pressione sanguigna sistolica e diastolica, i livelli di glucosio del colesterolo totale e delle lipoproteine ad alte densità.

Nel loro complesso i risultati, che dovranno necessariamente essere oggetto di ulteriori valutazioni, suggeriscono che non sempre la supplementazione con le proteine del siero del latte può giovare al controllo del peso, considerando che i riflessi negativi sull’apparato cardiovascolare possono essere forse più gravi della patologia che si vuole curare in origine. I dati inoltre evidenziano che spesso l’intervento umano sugli equilibri naturali, risultato di millenni di evoluzione, può condizionare in modo negativo lo stato di salute. Dobbiamo chiederci se le confezioni colorate di pillole o polveri proteiche che ci rimandano a scenari di un improbabile futuro artificiale siano da preferire alla più semplice e naturale ricotta.