Un pizzico di sale e tanto buon senso

Fino al 18 marzo è in corso la Settimana mondiale per un minor consumo del sodio. Il 90% della popolazione ne abusa con rischi sulla salute

di SILVIA BASSI

Iniziata lo scorso 12 marzo è in programma fino al 18 corrente mese la “Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare del sale”. L’iniziativa è promossa dalla World Action on Salt & Health (Wash), www.worldactiononsalt.com/ un’associazione con partner in 100 Paesi dei diversi continenti, istituita nel 2005 per migliorare la salute delle popolazioni, attraverso la graduale riduzione dell’introito di sodio. La Wash si raccomanda in particolar modo alle multinazionali alimentari per ridurre il sale nei loro prodotti e a sensibilizzare i governi sulla necessità di un’ampia strategia per la riduzione del consumo di sale nella popolazione.

Da parte sua il Ministero della Salute ricorda che un introito eccessivo di sale causa un aumento della pressione del sangue, di patologie cardio-cerebrovascolari come infarto e ictus, dei tumori dell’apparato digerente, dell’osteoporosi e delle malattie renali. In Italia, sempre secondo i dati del Ministero, il 95% degli uomini e l’85% delle donne consuma più di 5 grammi di sale al giorno. Tra gli ipertesi superano i 5 grammi giornalieri oltre il 90% degli uomini e l’80% delle donne, mentre tra i 6 e i 18 anni lo fa il 93% dei ragazzi e l’89% delle ragazze.

La giusta dose giornaliera di consumo del sale secondo l’Organizzazione mondiale della Salute (OMS) è di 5 grammi al giorno. Del resto già gli antichi raccomandavano di consumare il sale con un pizzico di buon senso sintetizzato da Plinio il Vecchio nel famoso proverbio “cum grano salis”.

L’educazione alimentare ad un minore e giusto consumo di sodio deve iniziare, secondo il Ministero della Salute già a partire dall’infanzia: “E’ fondamentale limitare l’introito di sale in tutte le età, iniziando fin dall’infanzia, per ridurre efficacemente il carico prevenibile ed evitabile di mortalità, morbosità e disabilità delle patologie sodio-correlate, con conseguente miglioramento dell’aspettativa di vita e contenimento dei costi diretti e indiretti”.

Fra i concreti consigli per ridurne il consumo a soli 5 grammi al giorno l’OMS raccomanda di: 1) scolare e sciacquare sempre verdure e legumi in scatola; 2) mangiare verdura e frutta fresche; 3) in cucina al posto del sale meglio usare erbe, spezie, aglio e limone; 4) acquistare prodotti alimentari con minor contenuto di sale; 5) tenere lontano dalla tavola saliere e salse salate. L’ambizioso obiettivo dell’Organizzazione mondiale della Salute è ridurre del 30% l’introito di sale entro il 2025.

Provando, dunque, a diminuire gradualmente l’aggiunta di sale nei nostri piatti preferiti, il palato si adatterà al nuovo gusto e se ne avvantaggerà il nostro benessere quotidiano.