Noci: un toccasana per la salute del cuore

Mangiare regolarmente diversi tipi di noci è associato a un minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari

di TIZIANA RAMPELLO

Le noci sono state identificate come uno degli alimenti più nutrienti che viene consumato in molte parti del mondo e costituiscono una componente importante della dieta mediterranea. Il termine “noci” comprende noci (mandorle, noci del Brasile, anacardi, nocciole, macadamia, noci pecan, pinoli, pistacchi e noci); include anche arachidi, che sono legumi botanicamente ma hanno un profilo nutritivo simile a quello delle noci degli alberi.

Diversi studi randomizzati controllati hanno dimostrato che i modelli dietetici che prevedono il consumo di noci come la “dieta mediterranea” riducono la mortalità per malattie cardiovascolari in popolazioni sane e ad alto rischio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23432189). In quest’ultimo studio i soggetti che consumavano 30 g di diversi tipi di noci al giorno, seguendo una dieta mediterranea, avevano una riduzione del 28% dell’incidenza di eventi cardiovascolari dopo circa 5 anni di follow-up.

Le patologie cardiovascolari rimangono una delle principali cause di morte a livello globale e rappresentano circa il 30% di tutti i decessi nel mondo. Il numero di persone affette da malattie cardiovascolari dovrebbe aumentare nei prossimi vent’anni. Sebbene i trattamenti farmacologici (ad es. statine) abbiano contribuito in maniera significativa a ridurre la morbilità e la mortalità cardiovascolare a livello globale, recenti studi suggeriscono che le statine possono aumentare il rischio di diabete di tipo 2, oltre a essere medicalmente controindicato per alcune persone. Di conseguenza negli ultimi anni, le raccomandazioni dietetiche si sono orientate verso diete ricche di alimenti di origine vegetale e a basso contenuto di alimenti di origine animale per la prevenzione delle malattie croniche. La maggior parte di questi modelli dietetici a base vegetale evidenziano come componente chiave l’importanza dell’assunzione giornaliera della frutta secca.

Un recente studio pubblicato dai ricercatori dell’Università di Harvard ha dimostrato che solo poche porzioni di noci o di arachidi alla settimana possono aiutare a mantenere sano il nostro cuore (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29145952). I risultati pubblicati nel Journal of the American College of Cardiology, hanno analizzato i dati di più di 210.000 professionisti della sanità (la maggioranza delle quali erano infermiere donne) per più di 32 anni. A differenza di altri studi che hanno analizzano il consumo generico di frutta secca, i ricercatori di questo studio hanno invece esaminato l’associazione tra diversi tipi di noci ovvero noci, nocciole e arachidi con la riduzione del rischio di incidenza di patologie cardiovascolari, cardiopatie coronariche e ictus. I risultati hanno dimostrato che i soggetti che consumavano noci cinque o più volte alla settimana avevano un rischio di malattia cardiovascolare minore del 14% (con rischio i ricercatori intendono un attacco cardiaco o ictus o morte per malattie cardiovascolari) e il 20 per cento ha visto ridotto il rischio di malattie cardiache coronariche (infarto o ictus fatale o non fatale) rispetto ai partecipanti che non hanno mai o quasi mai consumato frutta secca.

“Le raccomandazioni nazionali consigliano di mangiare da 100 a 200 grammi a settimana di noci”, dice l’autore principale dello studio, Marta Guasch-Ferré, Ph.D., un ricercatore della sezione nutrizionale del Harvard T.H. Chan School of Public Health. “I nostri risultati si adattano bene a quel consiglio, mostrando molti vantaggi associati al consumo di cinque o più porzioni”.

Pertanto il consumo giornaliero di frutta secca, essendo un’ottima fonte di acidi grassi insaturi, fibre, minerali, vitamine e altri composti bioattivi, previsto nella dieta mediterranea e associato a uno stile di vita sano può contribuire a ridurre il rischio di incidenza di malattie cardiovascolari.

Bibliografia

Estruch R, Ros E, Salas-Salvadó J, et al. PREDIMED Study Investigators. Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet. N Engl J Med. 2013 Apr 4;368(14):1279-90. doi: 10.1056/NEJMoa1200303. http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1200303

Guasch-Ferré M, Liu X, Malik VS, Sun Q, Willett WC, Manson JE, Rexrode KM, Li  Y, Hu FB, Bhupathiraju SN. Nut Consumption and Risk of Cardiovascular Disease. J  Am Coll Cardiol. 2017 Nov 14;70(20):2519-2532. doi: 10.1016/j.jacc.2017.09.035. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29145952