Cibo, favole e fiabe: un legame intenso

di CARMEN COLICA

Attraverso il cibo, le favole e le fiabe esplorano tempi passati, culture diverse, civiltà scomparse

Le parole favola e fiaba, molto spesso usate come sinonimi, identificano essenzialmente storie di fantasia. Ma bisogna distinguere tra favola, un racconto scritto, generalmente breve, caratterizzato da una morale (ad esempio quelle del greco Esopo, del latino Fedro, del francese La Fontaine) e fiaba, una narrazione, originariamente tramandata oralmente, più lunga ed articolata, che ha tra i protagonisti personaggi fantastici, solitamente senza un intento morale esplicito (le più note sono quelle dei fratelli Grimm, di Perrault, di Andersen e quelle de “Le mille e una notte”).

Entrambe sono elementi educativi fondamentali nel percorso di crescita intellettiva dei bambini, non per niente Albert Einstain diceva: “Se volete che vostro figlio sia intelligente, raccontategli delle fiabe, se volete che sia molto intelligente, raccontategliene di più!”

Questi due generi narrativi hanno molteplici finalità: aprire il mondo interiore dei bambini, che è ricco di sentimenti e di emozioni spesso a loro stessi sconosciute, ma che attraverso il racconto si riescono a manifestare e rendere evidenti; creare un mondo immaginario in cui i bambini possano fantasticare, sviluppare l’immaginazione, identificarsi nei personaggi, provare varie emozioni; comunicare sicurezza; far capire al bimbo che tutto ha un inizio e una fine, che esistono dei limiti e delle regole, che gli ostacoli possono essere superati e si possono compiere grandi imprese, che c’è un ordine naturale nelle cose, che tutte le azioni comportano delle conseguenze; trasmettere un senso di giustizia e di altruismo. Tramite favole e fiabe si rafforza l’Io infantile, la fiducia negli altri e nel futuro, si combattono i fantasmi delle paure personali, delle insicurezze, delle ansie più nascoste.

Fiaba Hansel e Gretel dei F.lli Grimm (fonte http://chicchidipensieri.blogspot.it)
Fiaba Hansel e Gretel dei F.lli Grimm (fonte http://chicchidipensieri.blogspot.it)
Favola La volpe e l’uva di Esopo           (fonte http://www.scuolissima.com)
Favola La volpe e l’uva di Esopo (fonte http://www.scuolissima.com)

Nonostante le differenze, quasi sempre un elemento accomuna favole e fiabe: il cibo.

Basta pensare a favole come La volpe e l’uva (che ha dato finanche origine al famoso proverbio: “Quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba”), La cicala e la formica, Il corvo e la volpe, La volpe e la cicogna e così via, o a fiabe come Cappuccetto rosso, Pollicino, Hansel e Gretel, Raperonzolo (in cui addirittura la protagonista ha il nome di un ortaggio), in cui il cibo assume un ruolo da protagonista, come motore della storia.

Il rapporto di favole e fiabe con il cibo è costante: quasi non ne esistono dove non si consumi cibo o, almeno, non si parli di cose da mangiare. Intorno al cibo ruota la vita. Dei frequenti tre desideri fiabeschi, uno, spesso il primo, è qualcosa da mangiare e non necessariamente rare squisitezze ma cibo di tutti i giorni, pane, minestra, zuppa. Il cibo è dunque un premio, una festa, ma spesso anche un inganno, una prova, un incantesimo (come la mela di Biancaneve). Spesso vari alimenti vengono utilizzati nella preparazione di pozioni magiche. Le fiabe sottolineano anche l’importanza che la gastronomia ha nei giorni di festa e nelle grandi occasioni. Ogni evento importante è sottolineato da un ricchissimo pranzo, in funzione propiziatoria. Ne La Bella Addormentata nel Bosco la principessa rischia la vita perché la fata Malefica non è stata invitata al banchetto in onore del suo battesimo.

A volte i protagonisti diventano loro stessi cibo, basti pensare a Pinocchio e Geppetto divorati dalla balena. Ne Il gatto con gli stivali l’orco, trasformatosi in topo, diventa cibo. Ne Il paese di Cuccagna tutto è rappresentato da cibo. Ne Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie la giovane protagonista tramite sciroppi, pasticcini e funghi subisce prodigiose trasformazioni. E potrei continuare per molto.

Il simbolismo in favole e fiabe è un elemento tra i più importanti, legato alla vita, alla magia, all’amore e anche al cibo. Il cibo in abbondanza simboleggia la ricchezza, il potere o la magia: le tavole di ricchi e potenti sono sfarzose, con cibo prelibato: cacciagione, vino, frutta e dolciumi di tutti i tipi; mentre le tavole dei poveri sono misere, con tozzi di pane scuro, raffermo e minestre di legumi; tutto a simboleggiare e sottolineare le differenze di ceto.

Dunque, anche il mondo della fantasia evidenzia il ruolo fondamentale del cibo nella storia dell’umanità.