Malattie di origine alimentare e scarsa igiene in cucina

Secondo un rapporto EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) alcune patologie sono provocate da una insufficiente salubrità domestica nella preparazione e conservazione dei cibi

di SILVIA BASSI

In cucina ci si ammala molto, tra intossicazioni, infiammazioni, allergie della pelle, disturbi digestivi e malesseri vari. Secondo un rapporto EFSA www.efsa.europa.eu/it  il 33% delle malattie di origine alimentare è provocato dalle scarse condizioni igieniche della preparazione e della conservazione domestica dei cibi. Non solo, anche dalla inefficiente conservazione dei cibi nel frigorifero e dai grossolani errori nella raccolta differenziata, i cui contenitori, spesso, sono inseriti dentro mobili per salvare l’estetica, favorendo prolungati accumuli di umido e generando microrganismi nocivi.

Secondo l’EFSA, tra le mura domestiche si presta poca attenzione igienica per evitare le commistioni non salutari di alimenti e batteri. La diffusione di germi proviene dalla scarsa attenzione alla pulizia della lavastoviglie, del forno elettrico o a microonde, dell’interno del frigorifero e di altri attrezzi professionali da cucina. Infatti, dal frullatore, dai coltelli (anche lavati), dal lavello, dal piano di lavoro, dai contenitori di plastica per i cibi, dal piano di cottura, dagli strofinacci, dagli utensili, dalle pentole e dalle spugnette i microrganismi si trasferiscono direttamente nei cibi e non ci si salva dall’assalto di batteri e muffe e dalla pericolosissima salmonella.

Mentre al ristorante gli italiani pretendono la massima pulizia, sia nelle cucine sia in sala, nelle proprie case non sono altrettanto severi. Infatti, secondo una ricerca dell’Ocse, la donna italiana è molto più impegnata a faticare in casa per lustrare mobili e argenterie e spolverare, affinché facciano bella figura, che non a curare l’igiene culinaria, che richiede un’attenzione quasi professionale e maniacale per evitare la diffusione di germi patogeni nella conservazione e cottura degli alimenti.

Per disinnescare questo mix tossico e batteriologico, che genera anche un aumento di allergie, è bene seguire alcuni pratici consigli, cominciando dal tenere il sacchetto dell’umido all’esterno e avendo l’accortezza di tenere il contenitore pulito e disinfettato.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) raccomanda:

  1. A) il lavaggio di qualsiasi strumento con l’acqua molto calda, possibilmente bollente; evitare tassativamente strofinacci usati, che sono nidi di batteri, per asciugare e usare soltanto carta da cucina. B) Mai lavare la carne prima della cottura, poiché il temibilissimo campylobacter, presente sulle superfici delle carni crude non trattate e soprattutto su quella di volatili, sotto l’acqua compie voli straordinari e si diffonde ovunque. C) Mai mettere vicini cibi cotti e cibi crudi: è l’abitudine più pericolosa per l’igiene; mai tenere più di due ore fuori dal frigo il cibo cotto; usare contenitori con chiusure ermetiche. D) Per il barbecue, mai scongelare la carne e altri alimenti all’aria aperta, ma metterla subito sulla griglia,in quanto ci penserà il calore elevato ad “arrostire” i batteri. E) Mai mangiare hamburger o bistecche al sangue,in quanto la carne tagliata e poco cotta ha la maggiore concentrazione esistente di batteri tossici. F) La carne “fresca” deve essere confezionata sottovuoto e va subito messa in frigo, poi una volta aperta la confezione va cotta e consumata, possibilmente, tutta.

Un discorso a parte per evitare malattie di origine alimentare è quello riguardante la conservazione nel frigorifero dei cibi sia freschi sia surgelati. Sarà l’argomento di un prossimo articolo.