Religione diversa, digiuno diverso: alla scoperta dei rituali nelle diverse fedi

Oggi mercoledì delle ceneri è la giornata di digiuno e penitenza nel Cattolicesimo, ma i fedeli delle altre religioni come si comportano?

di GIORGIA CIOCCOLONI

Il Mercoledì delle Ceneri, come il Venerdì Santo, nella Chiesa Cattolica rappresentano i due giorni dell’anno in cui i fedeli devono praticare il digiuno ecclesiastico, il quale rappresenta un impegno penitenziale per il credente. Per giusta regola, il digiuno ecclesiastico obbliga il fedele, a partire dai 18 anni di età fino ai 60 anni compiuti, a fare solamente un pasto nell’arco di un’intera giornata ma è lecito bere acqua e assumere medicinali. Non tutte le religioni però applicano le stesse regole ai rispettivi giorni di digiuno.

book-3005680_1920Anche nella Chiesa Ortodossa esiste il Digiuno Ecclesiastico, che deve essere osservato pienamente nella Quaresima, nei giorni della Dormizione della Madre di Dio e tutti i mercoledì e venerdì dell’anno. Nella tradizione, il digiuno ortodosso non prevede l’assunzione di cibo al mattino e dopo mezzogiorno, astenendosi da cibi animali e derivati, olio di oliva, vino e altre bevande alcoliche, tranne che in alcuni giorni particolari come la Domenica delle Palme, la festa dell’Annunciazione e la festa della Trasfigurazione. Si digiuna anche nei 40 giorni che precedono il Natale, anche se in maniera meno rigida.

Nella religione ebraica, invece, il digiuno o ta’anit obbliga il credente a non bere e mangiare per l’intera durata della giornata. Due sono i digiuni obbligatori, lo Yom Kippur, o giorno dell’espiazione, e il Tisha b’Av, giorno in memoria di alcuni eventi luttuosi, che prevendono l’astinenza da cibo ed acqua dal tramonto alla notte seguente. In questi due giorni di digiuno non è permesso nemmeno lavarsi, indossare oggetti preziosi, scarpe di cuoio ed è severamente vietato avere rapporti sessuali. Esistono poi altri digiuni ebraici detti “minori” che vengono osservati dall’alba al tramonto dove però è obbligatorio astenersi solamente da cibo e acqua.

Un altro famosissimo digiuno è quello osservato nella religione islamica, il Ramadan, dove però in questo caso ci si astiene dal cibo, dalle bevande, dal fumo e dall’avere rapporti sessuali per 29 o 30 giorni nel nono mese del calendario lunare musulmano. L’osservanza di questo dedicato alla preghiera è cade nel mese in cui Maometto ricevette la rivelazione del Corano e rappresenta uno dei cinque doveri della fede islamica. Durante il periodo del Ramadan il digiuno, o sawn, deve essere rispettato dall’alba al tramonto da tutti i soggetti adulti sani. Dopo il tramonto, invece, è possibile mangiare e bere alcuni cibi che variano a seconda del Paese di origine. In Tunisia, Algeria e Marocco si è soliti preparare il cous cous con agnello e uvetta, mentre in Siria e in Giordania si mangiano i katai, dolci ripieni di cocco e nocciole. Il pasto serale del Ramadan è un momento di condivisione tra i fedeli e solitamente ci si riunisce non solo per mangiare ma anche per pregare.

Infine i fedeli delle Chiese Luterane non devono osservare digiuni particolari, se non quelli volontari, dove il praticante decide di astenersi dal cibo per concentrarsi sulla preghiera. Esistono però alcune comunità che consigliano il digiuno nel periodo quaresimale per ricordare i 40 giorni di digiuno di Gesù nel deserto.

Bibliografia

http://it.chabad.org/

https://www.al-islam.org/it/articles/

http://www.ortodossia.it/w/index.php?lang=it

http://www.chiesaluterana.it/