Più latte nella dieta uguale a più benessere

Recenti studi scientifici sostengono che grazie alle proprietà nutrizionali dei prodotti caseari si migliora il peso corporeo e si riduce il rischio di malattie cardiovascolari

di GIULIA BIGIONI

Si incrementano i fermenti scientifici intorno al mondo del latte, l’alimento primordiale di tutti i mammiferi e in particolare del genere umano. Il latte e i suoi derivati  rappresentano il migliore esempio di alimento dalla matrice nutrizionale complessa, fatta di tante sostanze che interagiscono e lavorano insieme.  Ed è proprio nella sinergia tra i nutrienti presenti nei formaggi come calcio, fosforo, colture microbiche e alcuni specifici componenti delle membrane dei globuli di grasso che è in grado di modificare l’impatto lipidico dell’assunzione di acidi grassi saturi.

La conferma che il latte riesce ad eliminare i grassi viene da un articolo pubblicato su “The American Journal of Clinical Nutrition“ che attribuisce al mix di sostanze che caratterizzano i formaggi, benefici sul miglioramento della gestione del peso corporeo, la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e la salute delle ossa. Questo documento di consenso evidenzia un altro beneficio dei prodotti caseari: la capacità di favorire l’escrezione dei grassi a livello intestinale, riducendone l’assorbimento nell’organismo.

Tale diminuzione dell’assorbimento dei grassi contenuti nei prodotti lattiero-caseari ricchi in calcio e fosforo è stata evidenziata dall’incremento della loro escrezione e riduzione dopo un pasto della concentrazione nel sangue dei chilomicroni, le lipoproteine che raccolgono i trigliceridi e il colesterolo, e li immettono nel sistema linfatico. Dagli studi della rivista scientifica americana è emerso che l’escrezione dei grassi è maggiore quando si consumano formaggi normali, anziché formaggi leggeri o a ridotto tenore di grassi. 

Ma non solo riduzione o eliminazione di grassi, con il consumo di latte e suoi derivati diminuisce anche il rischio di tumore del colon-retto: questa la conclusione a cui giunge il nuovo rapporto del ”World Cancer Research Fund” (WCRF) dedicato alla relazione tra alimentazione, attività fisica e cancro del colon retto. Si tratta di un dossier poderoso, che attualizza le conclusioni del precedente lavoro diramato nel 2011 alla luce dei risultati di 99 studi condotti negli ultimi 6 anni su oltre 29 milioni di adulti e più di 247mila persone con tumore al colon-retto.

L’analisi della letteratura scientifica più recente ha portato il WCRF a migliorare la valutazione sui prodotti lattiero-caseari, riconoscendo a tutti questi prodotti la capacità di diminuire il rischio di cancro del colon-retto. Infatti, sottolinea Assolatte www.assolatte.it, “tutti i latticini sono stati inseriti nel gruppo degli alimenti per cui gli scienziati hanno raccolto un livello di prove sufficientemente solido da affermare un effetto preventivo sullo sviluppo di questo tumore e da giustificare, quindi, l’emissione di una raccomandazione nutrizionale al loro consumo”.

Secondo il “World Cancer Research Fund” aumentandone i consumi cresce anche il potere anti-tumorale del latte, come hanno rilevato due metanalisi e conclude affermando che “nello sviluppo del cancro del colon-retto, il consumo di prodotti lattiero-caseari è inserito tra le abitudini che risultano protettive, insieme ai cereali integrali e agli alimenti ricchi di fibre (come frutta e verdura)”.