Senza

di ALFREDO TESIO

Questo è un appello ai consumatori, normali, senza particolari studi sull’agroalimentare.

Attenzione al senza.

E’ iniziata e non da poco l’era agro-marketing del senza.

Molti cereali e pasta sono sul mercato del senza glutine.

Latte, formaggi sono senza lattosio.

Molti produttori di prodotti da forno indicano nella confezione senza olio di palma.

Altri senza conservanti aggiunti, ovviamente.

Non ci meraviglieremo, se qualche produttore, un giorno scriverà sulla sua brillante confezione: senza stricnina, per arricchire l’azione promozionale.

La confusione in campo nutrizionale non si è ancora dissipata.

Chi lancia la pasta senza glutine come per evidenziarne una qualità nascosta che altri non hanno dovrebbe anche far sapere al consumatore non celiaco e non intollerante che il glutine normalmente fa bene. Il glutine abbassa il livello dei trigliceridi, rinforza la flora batterica intestinale, favorisce le cellule pro-insulina e quindi aiuta a prevenire il diabete.

Senza glutine per chi non ne ha bisogno può essere addirittura pericoloso se si perdono i minerali e le fibre.

Ora perché nessuno scrive su un prodotto senza glifosato? Un erbicida al centro dell’attenzione, tollerato dal UE, che probabilmente è cancerogeno.

La nostra Laura Di Renzo ci richiama sempre alla maggior attenzione per la questione del pesticida glifosato, come possibile responsabile dell’aumento della gluten sensibility, oggetto di studi ancora non completati, che giustificherebbe l’aumento delle recenti intolleranze al glutine.

Chi crede di comunque di dimagrire mangiando prodotti gluten-free senza averne bisogno commette un grave errore nutrizionale. I Celiaci in Italia sono circa 190.000 (celiachiaitalia.com) se si calcolano, le intolleranze si arriva a 600.000, un italiano su 100. Troppo pochi per un grande investimento industriale, quindi alcuni guru del marketing hanno pensato bene di diffondere il gluten-free come moda e fonte di benessere.

E come la mettiamo con il lattosio? Anche qui si fa confusione fra intolleranza al lattosio e allergia al latte, o addirittura allergia alle proteine del latte.

Per millenni la popolazione umana, soprattutto occidentale ha consumato il latte. Oggi si scopre che circa il 25%della popolazione potrebbe essere se non altro intollerante allo zucchero del latte, il lattosio.

Anche qui dovrebbe prevalere il buon senso. Il latte per i bambini è spesso indispensabile, per gli adulti va moderato. Ma chi tollera mangiare il formaggio stagionato, non ha bisogno del senza lattosio. Conoscere i propri limiti di tolleranza, è il consiglio dei saggi nutrizionisti, senza abusare nel senza.

Tra i prodotti da forno si vede sempre più senza olio di palma.  Anche qui si tratta di un’abile azione  di marketing. L’olio di palma non fa male, se lo si assume in basse quantità. Certo l’olio di oliva è un’altra cosa, lo sappiamo.

Ma qualsiasi olio (grasso vegetale), deve essere trattato chimicamente per poter avere un utilizzo alimentare ed essere commestibile. Quello che va temuto è l’abuso non l’uso e certamente non il senza, magari sostituito con grassi vegetali non specificati.

Va bene il senza ragionato, ma non senza cervello.