L’ irisina è la nuova molecola contro l’obesità

La ricerca scientifica pone l’attenzione sull’ irisina nella prevenzione del diabete di tipo due e l’obesità.

di GIULIA BIGIONI

Nel mese di novembre sono stati pubblicati numerosi lavori scientifici sul ruolo dell’ irisina, un ormone di recente scoperta, nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative. Fin dalla sua identificazione, l’ irisina è stata collegata a effetti favorevoli sulle malattie metaboliche, tra cui l’obesità, il diabete mellito di tipo 2 (T2DM), il metabolismo dei lipidi, le malattie cardiovascolari (CVD), la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), e l’osteoporosi metabolica.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29160051

Nuovi risultati di vari studi condotti sia negli animali che nell’uomo suggeriscono che l’ irisina possa influenzare il metabolismo delle ossa e del glucosio. In particolare, l’identificativo irisina è in grado di aumentare la massa corticale ossea stimolando gli osteoblasti. I livelli di irisina sono inversamente correlati con l’incidenza delle fratture da fragilità nelle donne in postmenopausa affette da osteoporosi.

La maggior parte delle prove disponibili dimostra che l’ irisina influenza in modo significativo l’omeostasi del glucosio e dell’energia. Infatti, all’aumentare delle concentrazioni di irisina si riduce il rischio di diabete di tipo 2.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29160051

Studi su animali hanno dimostrato che l’ irisina è una proteina muscolare secreta in risposta all’esercizio fisico. L’iniezione di irisina nei topi induce un’ipertrofia significativa e migliora la forza di presa del muscolo integro.

Gli studi condotti dal gruppo di ricerca guidato dal prof. Silvio Buscemi dell’Università di Palermo dimostrano per la prima volta nell’uomo che le concentrazioni di irisina sono più elevate in coloro i quali compiono abitualmente una maggiore attività fisica. I risultati ottenuti studiando un campione di popolazione palermitana che partecipa al progetto ABCD (Alimentazione, Benessere Cardiovascolare e Diabete) sono stati pubblicati sulla rivista International Journal of Obesity.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29027533

Le concentrazioni di irisina sono più elevate nelle donne che negli uomini. Quando la quantità ematica di irisina aumenta si riduce l’infiammazione e i livelli di proteina C reattiva si abbassano, mentre contemporaneamente aumentano i livelli di colesterolo-HDL, quello buono.

È stata osservata un’associazione tra le concentrazioni di irisina e l’attività fisica abituale. Le concentrazioni d’ irisina aumentano gradualmente con l’incremento dei livelli di attività fisica abituale, inducendo la rigenerazione muscolare e l’ipertrofia.  

Negli atleti si osserva un aumento della forza e della densità minerale ossea all’aumentare dell’ irisina.

Dopo l’esercizio fisico, l’irisina induce il rimodellamento del tessuto adiposo bianco verso il tessuto adiposo bruno, che è in grado di “bruciare” parte delle calorie introdotte col cibo e di regolare la termogenesi e il dispendio energetico.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23718981

Questo spiega in parte la correlazione tra movimento attivo e perdita di peso. 

È probabile, quindi, che l’ irisina possa diventare a breve un farmaco di elezione contro l’obesità.