Ipertensione e Neuroinfiammazione

I cambiamenti di espressione di alcuni fattori neuroinfiammatori del cervello sembrerebbero controllare la pressione sanguigna

di ENNIO AVOLIO

L’ ipertensione è considerata una delle malattie cardiovascolari più frequenti nella popolazione mondiale.

L’ ipertensione è considerata una delle malattie cardiovascolari più facilmente modificabili, che nonostante la notevole quantità di attenzione rivolta a tale condizione patologica, il 20-30% di tutti i pazienti ipertesi rimane resistente alle misure farmacoterapeutiche disponibili. Ciò è dovuto principalmente al coinvolgimento di componenti neurogenici come l’angiotensina II e la leptina nella creazione di uno stato ipertensivo. Le crescenti evidenze scientifiche stanno iniziando a sostenere un ruolo importante svolto dai processi neuroinfiammatori periferici e cerebrali nella fisiopatologia dell’ipertensione.

Tuttavia solo recentemente, eventi neuroinfiammatori hanno mostrato giocare un ruolo importante nell’insorgenza di diversi disturbi metabolici e di malattie cerebrali, suggerendo l’esistenza di una complessa interazione neuro-immunitaria che sembrerebbe essere alterata in diverse patologie cerebrali.

La neuroinfiammazione è una causa ben nota di malattie neurodegenerative e psichiatriche quali la depressione, la malattia di Alzheimer ed il morbo di Parkinson. Questa alterata condizione neuronale conduce ad una diminuzione della coscienza e delle proprietà della memoria, nonché alla diminuzione dell’efficacia del sistema immunitario legato all’età ed a stimoli estrinseci ed intrinseci. Inoltre, sembra che le risposte infiammatorie normali dovute a lesioni o infezioni, comunemente implicano variazioni della circolazione di citochine infiammatorie e livelli di proteine sieriche insieme all’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi.

Gli studi condotti, hanno anche riconosciuto che l’infiammazione eccessiva o incontrollata causa lesioni tissutali che spesso sono associate a cambiamenti infiammatori sistemici che sottolineano l’importanza di analizzare alcuni fattori neuroinfiammatori chiave quali le caspasi-1,3, NF-kB, IL-1β ed NLRP3. La comprensione di questi meccanismi pro-infiammatori, può fornire informazioni molecolari utili riguardanti il coinvolgimento di questi markers di infiammazione nello sviluppo dell’ ipertensione.

Evidenze scientifiche hanno sostenuto il ruolo strumentale del pathway correlato all’inflammasoma NLRP3, nella fisiopatologia della neuroinflammazione durante l’invecchiamento neuronale. In particolare, la famiglia NLR sembra svolgere un ruolo principale nell’eziologia non solo di alcune malattie neurologiche ma anche nello sviluppo di diabete di tipo II, obesità e malattie cardiovascolari. Dato che i disturbi metabolici sono considerati importanti condizioni patologiche capaci di sviluppare disturbi psichiatrici, non è sorprendente vederli associati anche all’insorgenza di stati ipertensivi.

Nel complesso, gli evidenti attacchi ipertensivi correlati ad eventi neuroinflammatori, in particolare nelle aree cerebrali limbiche quali ipotalamo, amigdala e tronco encefalico che controllano la pressione sanguigna, sono alla base del nuovo approccio terapeutico progettato per migliorare il flusso sanguigno nel cervello e successivamente ridurre le complicanze cerebrali dipendenti dall’ipertensione.

Bibliografia

Seyed Khosrow Tayebati, Daniele Tomassoni, Francesco Amenta, Spontaneously hypertensive rat as a model of vascular brain disorder: Microanatomy, neurochemistry and behavior. J Neurol Sci, 2012 322;241:249.

Nikolett Lenart, David Brough, Adam Denes, Inflammasomes link vascular disease with neuroinflammation and brain disorders. J Cer Blood Flow Metab, 2016 10;1668:1685